Nuova giunta, ci vorranno ancora giorni

La chiusura dell’operazione potrebbe avvenire lunedì. Nessun passo avanti decisivo per il riassetto della maggioranza
TERAMO. Tempi più lunghi del previsto per il varo della nuova giunta. La scadenza, fissata dal sindaco Gianguido D’Alberto al fine settimana, rischia di slittare anche se di poco. Il giorno buono, se non ci sarà un’improbabile accelerata nelle prossime ore, potrebbe essere lunedì. L’obiettivo del primo cittadino, condiviso sia da vecchi che dai potenziali nuovi alleati, resta di chiudere la partita il prima possibile, ma di tasselli al loro posto al momento ce ne sono pochi. Ieri non c’è stata la svolta, che era stata prefigurata almeno per il riassetto della maggioranza. D’Alberto, che resta abbottonassimo sulle mosse al centro delle sue riflessioni, si è limitato a un breve giro di telefonate nel tardo pomeriggio destinate a organizzare prossimi incontri. Il punto chiave restano le alleanze e in particolare l’eventuale intesa con Italia Viva. Gli alleati delle passate elezioni farebbero a meno dei renziani, che contano gli ex “Teramo 3.0” Maria Cristina Marroni, vicesindaco nella giunta azzerata la settimana scorsa, Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro, nonché Flavio Bartolini fuoriuscito dal Pd. L’inaffidabilità imputata al gruppo da poco costituito in Comune è comunque bilanciata da ragioni di opportunità politica. Il respiro sovracomunale che il sindaco intende dare al nuovo progetto, nel quale coinvolgere i civici Mauro Di Dalmazio, Graziano Ciapanna e Giovanni Cavallari, eletti in quota alla minoranza, verrebbe spezzato dall’esclusione a priori di Italia Viva, minando di fatto la prospettiva che porterebbe D’Alberto a emergere come punto di riferimento del centrosinistra a livello regionale. Su questo delicato passaggio, dunque, si soffermano probabilmente le riflessioni del primo cittadino che, dopo la lettera-appello per l’avvio del «nuovo corso» e il primo giro interlocutorio di consultazioni, non ha fatto altri passi verso il compimento della transizione.
Gli alleati e soprattutto i candidati all’ingresso in coalizione se li aspettano per oggi, altrimenti il prolungamento dell’attesa potrebbe raffreddare la disponibilità al dialogo manifestata nei giorni scorsi. Dalla definizione dello schieramento discenderà inevitabilmente la ricostituzione della giunta e anche in questo caso risulterà determinante la presenza o meno dei renziani. Posto che il gruppo di Ciapanna e Di Dalmazio non sarà rappresentato in giunta, ma avrà deleghe per i consiglieri, non basterebbe comunque aggiungere eventualmente Cavallari o metterlo al posto di Marroni. Ne deriverebbe lo sbilanciamento della rappresentanza di genere imposta dalla cosiddetta quota rosa. Sarebbero necessari altri inserimenti o cambiamenti di cui però, al momento, D’Alberto non avrebbe fatto parola neppure con gli eventuali interessati. Per questo ci vorrà ancora tempo, ma non troppo se il sindaco vuole evitare di incartarsi.
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