Nuova giunta di Roseto si profila il monocolore Pd

Teresa Ginoble potrebbe dover rinunciare alla presidenza del consiglio (che andrebbe a Celestino) e tornare assessore per completare la quota rosa
ROSETO. La nuova giunta si delinea sempre più come un monocolore Pd, a meno di sorprese dell’ultima ora, cioè formata solo da persone elette nella lista del partito e nelle due liste di sostegno al sindaco. La comunicazione ufficiale da parte del sindaco Sabatino Di Girolamo dovrebbe avvenire domani, a tre giorni dal primo consiglio comunale in cui si terrà anche il suo giuramento. Se a prevalere, come sembrerebbe, sarà la regola dei più votati, allora dovrebbero far parte dell’esecutivo i primi eletti nella lista del Pd, che sono Antonio Frattari e Simone Tacchetti, entrambi in competizione per il ruolo di vicesindaco. L’altro assessore uomo, perché due posti su cinque sono riservate alla cosiddetta quota rosa, dovrebbe essere Nicola Petrini, anche lui del Pd. Tra le donne a ricoprire il ruolo di assessore sembrerebbe destinata Luciana Di Bartolomeo, piazzatasi settima della lista con 214 voti, mentre resta incerto il nome della seconda. Non è escluso che Teresa Ginoble, la più votata in assoluto con 699 preferenze, debba rinunciare alla presidenza del consiglio comunale, carica che la stessa preferirebbe, per rimboccarsi ancora le maniche come assessore. In questo caso a presiedere il consesso potrebbe essere chiamato Salvatore Celestino, anche in virtù della sua esperienza come consigliere maturata nel passato. In questo caso resterebbero fuori alcuni tra i giovani più votati, come Massimo Felicioni e Simone Aloisi, nel Pd, o come Marco Angelini e Saverio Marini, eletti rispettivamente nelle due liste di appoggio, cioè Roseto protagonista e Di Girolamo sindaco. A questi, comunque, dovrebbero essere assegnate delle deleghe importanti che potranno portare avanti come consiglieri. Nella logica degli incarichi mancherebbero all’appello quello di capogruppo e, al di fuori dell’ambito istituzionale del Comune, quello di segretario cittadino del partito, a ricoprire i quali saranno comunque chiamate persone di una certa esperienza politica.
La nomina degli assessori all’interno della lista Pd farebbe subentrare in consiglio comunale i primi quattro tra i non eletti, che sono nell’ordine: Giuseppe Di Sante, Emanuela Ferretti, Achille Frezza e Giuseppe Lamedica. Quattro e non cinque, in quanto Celestino resterebbe comunque in carica come consigliere comunale anche se dovesse essere nominato presidente, ammesso che lo sarà davvero, mentre gli assessori per ricoprire tale carica devono necessariamente dimettersi da consiglieri.
Federico Centola
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