Nuova giunta in bilico tra Italia Viva e quote rosa

Sono questi i due nodi da sciogliere per il sindaco. Probabile il rientro di Verna Le donne candidate a entrare sono tre: De Sanctis, Cordone e Maranella
TERAMO . Il riassetto della giunta si gioca tra l’opportunità politica e la quota rosa. All’incertezza sulla configurazione della maggioranza pronta a seguire il sindaco Gianguido D’Alberto nel «nuovo corso» da lui indicato nella lettera-appello alle forze civiche che sono state sue avversarie nelle elezioni di un anno e mezzo fa è legata a doppio filo anche la questione della rappresentanza di genere. Il conto per la parte maschile della giunta da ricostituire è presto fatto. Data per assunta la riconferma di tre uscenti – Antonio Filipponi in quanto fedelissimo di D’Alberto e apprezzato in veste di assessore, Andrea Core, nominato poco più di tre mesi fa, al posto del dimissionario Luigi Ponziani, che subirebbe una bocciatura imbarazzante se restasse fuori, e Valdo Di Bonaventura che non si è risparmiato nel ruolo nonostante gli venga imputato qualche scivolone – di posti ne restano al massimo due. Uno verrebbe occupato da Giovanni Cavallari, qualora si chiudesse l’accordo non impossibile che porterebbe la sua lista nell’orbita della maggioranza. L’altro resterebbe a disposizione del sindaco per Maurizio Verna, ex Pd rappresentante al momento del gruppo misto che approderebbe in giunta senza copertura politica. Da definire resta, invece, la composizione della quota rosa. Di sicuro c’è che, con cinque maschi, servono quattro donne, altrimenti il rapporto nella rappresentanza di genere salta e la giunta rischia di risultare illegittima.
I nomi, però, dipendono sempre dalla presenza o meno di Italia viva. L’intesa riporterebbe automaticamente in giunta l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, eletta con Teramo 3.0, che resta l’unica opzione valida per l’eventuale rappresentanza renziana. A quel punto resterebbero tre posti, uno in meno rispetto alle potenziali destinatarie date per favorite. In ballo ci sono Stefania Di Padova, che verrebbe confermata in quota Pd, e gli eventuali nuovi ingressi Ilaria De Sanctis di +Europa, Graziella Cordone di Insieme possiamo e Martina Maranella anche lei del gruppo Dem. Il sacrificio in questo caso verrebbe imposto, per ragioni di equilibri interni alla coalizione, proprio a una delle due esponenti del Partito democratico. Gli alleati, infatti, sarebbero pronti a far pesare la provenienza da quell’area anche di Verna, che prima del recente strappo ne è stato per oltre vent’anni militante e amministratore. Il problema ovviamente non si porrebbe con Italia Viva fuori dai giochi. La definizione dell’intesa è vicina, comunque, con il gruppo civico di Graziano Ciapanna e Mauro Di Dalmazio. In giornata si terrà l’incontro con il sindaco per la limatura della convergenza programmatica.
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