«Nuova giunta senza credibilità»

Il Pd all’attacco di Brucchi. Mariani: il rimpasto gli serve solo a rimanere in piedi
TERAMO. Dal Pd regionale e cittadino arriva la stroncatura del nuovo rimpasto della giunta Brucchi, che torna a nove assessori come all’inizio della consiliatura con gli ingressi di Alfonso Di Sabatino Martina, Katia Provvisiero e Silvio Antonini (le deleghe saranno ufficializzate oggi dal sindaco).
Per il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani il varo della nuova giunta è «un altro tentativo scoordinato e fuori da ogni programma politico e soprattutto amministrativo». L’operazione sarebbe «una ricerca di accontentare questo o quello, chiunque consenta a questa bruttissima maggioranza che sostiene questa bruttissima amministrazione di rimanere in piedi». Per Mariani questa giunta «non è chiamata a fare cose nuove, addirittura come la ricostruzione, magari fosse così. La giunta è chiamata sempre e solo ad arricchirsi di numeri, non nuove competenze, per soddisfare tutti coloro che possono avanzare pretese e che costituiscono una minaccia per la sopravvivenza politica del sindaco».
Il capogruppo in consiglio comunale, Gianguido D’Alberto, rincara la dose: «A nulla è servito lo sdegno espresso da tutta la città nei confronti dell’ennesima operazione di occupazione di potere e poltrone che questo centrodestra teramano stava preparando sulla pelle dei teramani. Nell’annunciare esclusivamente il numero e i nuovi componenti dell’esecutivo prima di ridefinire le deleghe, infatti, il sindaco ha gettato la maschera dimostrando in modo inequivocabile che la sua unica e vera priorità è quella di prolungare la sua sopravvivenza e di risolvere le proprie beghe politiche, attuando le decisioni sulle spartizioni di potere assunte a tavolino dai capi dei suoi gruppi di maggioranza. Ma quale credibilità può avere un sindaco che dopo aver invocato lo spettro del dissesto finanziario aumenta del 30 per cento la giunta e i suoi costi gravando, in modo inaccettabile, di ulteriori 200.000 mila euro il già disastroso bilancio comunale? Quale credibilità potrà spendere chi in maggioranza avallerà un’operazione che grida vendetta in una situazione in cui il bilancio 2016 si è chiuso con un negativo di anticipazione di cassa di oltre 11 milioni di euro? A questo punto, il gioco è chiaro e il re è nudo. Come abbiamo più volte denunciato, l’emergenza derivante dalle calamità che hanno colpito la nostra città sta diventando la scusa per nascondere il fallimento del centrodestra teramano e l’opportunità per risolvere i problemi politici di un’amministrazione che, come ha dichiarato con grave candore l’ “autoassessore” Di Sabatino, senza le calamità oggi non sarebbe più esistita».

