Nuova giunta, si profila la riedizione della vecchia

15 Giugno 2017

TERAMO. La giunta post crisi in Comune più che nuova sarà una riedizione di quella azzerata dieci giorni fa. Archiviato il consiglio di martedì in cui il sindaco Maurizio Brucchi, tra alleati,...

TERAMO. La giunta post crisi in Comune più che nuova sarà una riedizione di quella azzerata dieci giorni fa. Archiviato il consiglio di martedì in cui il sindaco Maurizio Brucchi, tra alleati, dissidenti ed ex della maggioranza, ha ritrovato i numeri che auspicava come segnale per scongiurare il commissariamento, resta da affrontare l'ostacolo del riassetto dell'organigramma.
Gli assessori saranno sette come annunciato in aula dal primo cittadino lasciando intendere che si tratta di una soluzione mediata tra le richieste dei dissidenti, secondo i quali ne sarebbero bastati sei, e la composizione a nove uscita dal rimpasto di fine marzo. Si tratta ora di stilare l'elenco dei nomi e degli incarichi, ma c'è poco spazio per la fantasia. Con due anni scarsi di attività amministrativa, se la crisi si dovesse risolvere in modo positivo, è difficile immaginare una rivoluzione che porti facce nuove tra gli assessori o rimescolamenti di deleghe che comporterebbero un periodo di adattamento limitando l'operatività della giunta. Del resto Brucchi è stato chiaro quando in aula martedì ha tenuto a precisare che «di rimpasti ne sono stati fatti anche troppi». Il sindaco, inoltre, si aspetta consequenzialità dalle dichiarazioni di contrarietà al commissariamento arrivate da quasi tutti i gruppi e dunque che nessuno dovrebbe fare le barricate per un nome o l'altro e per una delega in più o in meno. A chi gli ha chiesto di «fare il sindaco», come il dissidente Alfredo Caccioni, ha risposto che non vuol essere tirato per la giacca né da una parte né dall'altra. Per cui, entro il fine settimana o al massimo l'inizio della prossima, presenterà la squadra che secondo lui è la migliore per arrivare a fine consiliatura.
L’auspicio dei dissidenti legato alla nomina di un assessore tecnico, esterno alla politica, dovrebbe restare tale. La rappresentanza di ciascun gruppo di maggioranza fa salve le posizioni di Mirella Marchese (Forza Italia), Roberto Canzio (Insieme per Te) e Dodo Di Sabatino Martina (Teramo soprattutto). A perdere un posto sarà l'Ncd, che nel nuovo assetto non potrà conservare i due assessorati. Si giocano la permanenza in giunta Mario Cozzi e Valeria Misticoni, con il primo in vantaggio sulla seconda. Gli altri tre assessorati andranno a "Futuro in", che al di là della provocazione lanciata nei giorni scorsi su un ipotetico appoggio esterno alla nuova amministrazione dovrebbe confermare Franco Fracassa, Caterina Provvisiero ed Eva Guardiani. Resterà fuori Silvio Antonini, la cui esperienza in giunta si concluderà nel giro di tre mesi dal suo inizio.
Per il grillino Fabio Berardini, comunque, anche nell'ultimo consiglio il sindaco ha dimostrato di non avere i numeri per governare. «È vergognoso che, ancora una volta, al posto di occuparsi dei cittadini e dei problemi reali dei teramani», afferma il consigliere dei 5 Stelle, «il consiglio comunale sia costretto a dibattere solo degli interessi dei vari gruppi».
Gennaro Della Monica
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