Nuova giunta, ultimatum dei dissidenti a Brucchi

18 Giugno 2017

«Niente terzo assessore a “Futuro In” o siamo pronti a uscire dalla maggioranza» Domani o martedì l’annuncio del sindaco, che è pronto a tagliare solo Antonini

TERAMO. È fissato per domani, ma probabilmente slitterà a martedì per la visita in città del sottosegretario alla Cultura Borletti Buitoni, l’appuntamento decisivo per il superamento della crisi in Comune. Il sindaco Maurizio Brucchi presenterà, infatti, la nuova giunta dopo l’azzeramento degli incarichi attribuiti a fine marzo, quando varò il riallargamento a nove assessori. Quell’operazione non ha sortito l'effetto sperato da lui e dagli alleati: anzi, ha allontanato dalla maggioranza i dissidenti Alfredo Caccioni, Vincenzo Falasca e Domenico Sbraccia che da un paio di mesi tengono con il fiato sospeso quel che resta della coalizione uscita vincente dalle elezioni del 2014. Senza il loro sostegno l’amministrazione non ha i numeri per governare e sarebbe costretta a chiudere in anticipo il proprio mandato rispetto alla scadenza naturale della primavera 2019. Per questo Brucchi, dopo aver presentato e ritirato le dimissioni tra fine maggio e i primi di giugno, dovrà ancora una volta rimescolare le carte.
Di sicuro la nuova giunta avrà sette posti. Si tratta di un compromesso tra i sei su cui puntavano i dissidenti e il mantenimento dei nove che il primo cittadino caldeggiava con l’appoggio dei gruppi che fanno capo a Paolo Gatti e Paolo Tancredi. Su nomi e deleghe, però, non ci sono ancora conferme ufficiali. I margini per soluzioni fantasiose o rivoluzionarie, considerato che la giunta nella migliore delle ipotesi avrà davanti meno di due anni di lavoro, sono molto ristretti se non inesistenti. Brucchi dopo il consiglio di martedì non ha tenuto consultazioni vere e proprie, ma si è limitato a contatti informali. Ieri i tre dissidenti gli hanno ribadito che il settimo assessore dovrà essere un esterno e che in ogni caso “Futuro In” non dovrà avere tre posti nell’esecutivo. In caso contrario, sono pronti a uscire dalla maggioranza. Il sindaco, dal canto suo, ha ribadito che la nomina degli assessori è una sua prerogativa e che non si fa tirare per la giacca da nessuno.
Di sicuro il nuovo organigramma dovrebbe ricalcare quello smantellato una decina di giorni fa. A pagare lo scotto dell’ultima crisi sarà Silvio Antonini, assessore nominato a marzo in quota “Futuro in”. Quest’ultimo gruppo perderà di sicuro un posto e dunque a farne le spese sarà il suo rappresentante che nella scorsa consiliatura era stato eletto in una lista civica collegata al centrosinistra. Il secondo assessorato da tagliare è in capo all’Ndc, che ha la rappresentanza consiliare più debole in confronto agli altri alleati. Uscirà di scena dunque, salvo imprevisti, Stefania Misticoni, che aveva superato indenne il rimpasto di un anno fa. Della giunta assemblata subito dopo le elezioni resterebbero in sella solo due assessori: Mario Cozzi di Ncd ed Eva Guardiani di “Futuro in”. Per il resto della giunta il conto è facile. Un posto di diritto spetta a tutti i gruppi e dunque saranno confermati Mirella Marchese (Forza Italia), Roberto Canzio (Insieme per Te) e Alfonso Di Sabatino Martina (Teramo soprattutto). “Futuro in”, che nonostante le defezioni conserva la rappresentanza più numerosa in consiglio, se il sindaco deciderà di ignorare la richiesta dei dissidenti ne avrà altri due: Franco Fracassa e Caterina Provvisiero, entrambi verso la conferma.
Domani potrebbe tenersi una riunione di maggioranza nella quale i consiglieri firmerebbero un programma di fine mandato già concordato, ma l’appuntamento non è certo.
Gennaro Della Monica
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