Nuova infornata di migranti e Brucchi sbotta: «Adesso basta»

Il sindaco ignorava dell’arrivo di 20 africani, distribuiti tra Teramo e Alba, e attacca il Governo «Noi sindaci veniamo ignorati, invece dobbiamo dire la nostra perché la gente è stufa e ha paura»
TERAMO. Mesi di malumori striscianti, di frasi a mezza bocca, di messaggi cifrati e dichiarazioni politicamente corrette. Poi, nel primo giorno d’estate, basta la notizia dell’arrivo nel Teramano di un’altra infornata di migranti (circolata per vie ufficiose, in primis su Facebook, e non comunicata ufficialmente) per far esplodere il malumore dei sindaci. In particolare del sindaco del capoluogo, Maurizio Brucchi, il quale contesta – è il caso di precisarlo subito – non che l’Italia accolga i migranti, ma che i primi cittadini vengano bypassati sistematicamente dalle autorità governative e ignorino l’arrivo di immigrati clandestini sul proprio territorio di competenza.
Intanto, il fatto. Ieri nel Teramano è arrivato dal profondo Sud un pullman carico di venti migranti definiti “di prima accoglienza”, ovvero sbarcati da poco e da sistemare provvisoriamente in attesa di stabilire esattamente qual è la loro condizione e di diventare “di seconda accoglienza”. Di questi venti, 15 sono stati destinati in una struttura di Teramo capoluogo e cinque sono finiti ad Alba Adriatica. Si aggiungono ai circa 400 migranti già presenti in provincia, e che ne dovessero arrivare altri si era capito già una decina di giorni fa, quando la prefettura ha mandato alle associazioni che gestiscono le strutture di accoglienza una lettera nella quale si chiedeva loro di trovare altri posti.
«La notizia l’ho letta su Facebook, postata non so da chi», dice Brucchi al Centro che gli chiede informazioni al riguardo, «e nessuno me l’ha comunicata tranne voi. Cosa dico? Dico che ora basta. È incredibile che i Comuni non sappiano nulla, che noi sindaci veniamo tenuti all’oscuro. Non può andare avanti così, dobbiamo essere coinvolti e poter dire la nostra perché sul territorio, a metterci la faccia, ci siamo noi. Se non altro, per una questione di rispetto del nostro ruolo». Il primo cittadino teramano tiene a dire: «Per l’amor di Dio, non fatemi passare per uno xenofobo o per uno che sta sulle posizioni di Salvini. Io sono cattolico e sto in pieno con papa Francesco quando dice che dobbiamo accogliere queste persone, ma voglio e devo pensare anche ai teramani. Direi soprattutto ai teramani, che mi hanno eletto. Ebbene, nella gente di Teramo percepisco malumore e anche paura per questi continui arrivi di migranti, gente che vaga per la città tutto il giorno senza sapere che fare. I nuovi arrivati sono solo 15? Sì, ma ricordo che il comune di Teramo già ospita cento migranti di seconda accoglienza in diverse strutture».
Brucchi, andando oltre i confini di Teramo, rivela: «Sono mesi che noi sindaci stiamo resistendo alle pressioni del Governo per realizzare un centro di prima accoglienza in Abruzzo, dove ancora non c’è. E noi a replicare che non ci sono strutture idonee. L’Aquila è esentata per via del terremoto, dunque il cerino resta in mano a noi, Chieti e Pescara. Che continuiamo a resistere, non so fino a quando. Una cosa è certa: la posizione del Governo nei confronti dei Comuni non si regge più. E intanto ci tocca vedere in tv le immagini di Ventimiglia dove i francesi respingono i migranti, una cosa vergognosa».
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