Nuova sede del distretto sanitario: il Comune fa pressing sulla Asl

26 Febbraio 2022

Il primo cittadino annuncia l’incontro con il direttore generale dell’azienda sanitaria Di Giosia Già individuata l’area in piazza Marco Polo per ospitare la struttura da finanziare con i fondi del Pnrr 

ROSETO. Il sindaco di Roseto Mario Nugnes accelera sul nuovo distretto sanitario e lancia un appello alla Asl affinché possa velocizzare i tempi per la sua realizzazione. «A giorni avrò un incontro con il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia», dice Nugnes, «per parlare del nuovo distretto sanitario nella nostra città e cercare di velocizzare i tempi. È un servizio indispensabile per il nostro territorio».
Il nuovo distretto sanitario di Roseto infatti rientra tra le otto Case di comunità previste nel Teramano che saranno finanziate con i fondi del Pnrr destinati alla sanità territoriale. Nella passata amministrazione, grazie anche all'impegno degli ex consiglieri Adriano De Luca e Celestino Salvatore, entrambi medici, sono state gettate le basi scegliendo il terreno per la sua realizzazione, ovvero piazza Marco Polo. A febbraio 2019 c’è stata la firma dello schema di protocollo tra la Asl di Teramo e il Comune di Roseto per la realizzazione del nuovo distretto. La successiva scomparsa dell’ex direttore generale della Asl Roberto Fagnano, grande sostenitore dei presidi ospedalieri territoriali, ha bloccato per molto tempo l’iter.
E’ stato poi nominato direttore generale Maurizio Di Giosia, ma è arrivata l’emergenza Covid che ha rallentato tutto il resto e il discorso sul nuovo distretto a Roseto è stato ripreso solo alcuni mesi fa. E’ urgente un nuovo Dsb a Roseto perché l’attuale, l’edificio in via Adriatica, ha diversi problemi: gli ambulatori specialistici sono collocati nei seminterrati, le sale d’attesa non ci sono e i pazienti sono costretti ad aspettare il loro turno accalcati nei corridoi. Oltre a ciò c’è un problema di barriere architettoniche, i parcheggi sono scarsi e posizionati in una strada molto trafficata come via Adriatica. La struttura inoltre è molto vecchia perché è nata intorno al 1950 per ospitare l’Onmi, l’organizzazione nazionale maternità e infanzia, e necessiterebbe di interventi di manutenzione straordinaria. Da qui, dunque, la necessità di accelerare i tempi per la nuova sede.
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