Nuova stazione, corsa contro il tempo

24 Agosto 2016

Il progetto dell’arretramento dello scalo e quelli per vecchio stadio e via Piave devono essere inviati a Roma entro il 31

TERAMO. Il Comune stringe i tempi per partecipare al bando del governo sulla riqualificazione delle periferie. La scadenza per l'invio a Roma della proposta progettuale che potrebbe ottenere 18 milioni di euro resta fissata a fine mese, nonostante nei giorni scorsi fosse stata ipotizzata una proroga, e così l'amministrazione deve accelerare i passaggi burocratici della procedura. La corsa contro il tempo, che si concluderà all'inizio della settimana prossima, è in iniziata ieri con la riunione in municipio tra il sindaco Maurizio Brucchi, l'amministratore unico dell'Ater Armando Rampini e i rappresentanti di Rfi, la società di gestione della rete ferroviaria. Ater e Rfi proporranno interventi da inserire nel pacchetto da sottoporre al vaglio del ministero delle Infrastrutture. L'incontro è servito al fare il punto della situazione sui progetti che, anche grazie al supporto della facoltà d'ingegneria dell'università dell'Aquila, confluiranno nella proposta definitiva.

Il Comune punta sul bando governativo per recuperare l'area del vecchio stadio dopo il fallimento, risalente a diversi anni fa, del project financing che avrebbe collocato in quello spazio il teatro. La struttura verrà quasi del tutto demolita è diventerà un parco, con orto botanico, destinato a collegarsi all'accademia della cucina teramana che l'amministrazione intende aprire nell'ex ospedaletto di via Taraschi sfruttando i fondi stanziati dalla Regione con il Masterplan. Del vecchio stadio resterà in piedi solo la curva est che, oltre a preservare la memoria dello storico impianto cittadino, accoglierà il pubblico in una piccola arena da destinare a spettacoli. Rfi, i cui rappresentanti ieri hanno partecipato telefonicamente alla riunione, metterà invece sul tavolo l'arretramento della stazione. Il progetto era stato inizialmente inserito nel programma "Pegasus" della società ferroviaria, che però non avrebbe più la disponibilità delle risorse economiche necessarie a realizzarlo. L'obiettivo resta comunque quello di spostare il capolinea di qualche decina di metri verso via Roma per liberare la zona attualmente occupata dai binari. L'area di risulta sarà trasformata in una piazza, la cui progettazione è affidata al Comune, che riconnetterà il quartiere della Gammarana al tessuto urbano.

La proposta dell'Ater sarà concentrata, invece, sulla riqualificazione di palazzine popolari tra via Tevere e via Piave, dove si trovano le cosiddette "case basse". Quest'ultime rientrano in un vecchio progetto, che prevede il loro abbattimento e la ricostruzione di alloggi moderni, finora realizzato solo in parte e dunque pronto a trovare compiutezza definitiva con i fondi del bando nazionale. I diversi interventi rientranti nella proposta saranno cuciti insieme da un percorso ciclopedonale che dall'ex stadio si snoderà fino a viale Crispi e da lì tornerà verso il centro. «Entro domani i progetti saranno depositati in Comune», sottolinea Brucchi, «e durante il fine settimana gli uffici lavoreranno per armonizzarli nella deliberà che lunedì verrà approvata dalla giunta e inviata a Roma».

Gennaro Della Monica

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