Nuove regole sui contributi sportello comunale per gli sfollati

23 Novembre 2019

Sarà attivo al Parco della Scienza da giovedì e fornirà aiuto anche per la compilazione dei moduli Intanto chi è in albergo e non è assegnatario di una casa dovrà attivarsi per l’autonoma sistemazione

TERAMO. La revisione dei criteri di assegnazione del Cas ha generato allarmismo tra gli sfollati. Ed è proprio per fornire spiegazioni, chiarimenti e anche un aiuto nella compilazione delle autodichiarazioni, che dovranno essere presentate entro le scadenze fissate dalla nuova ordinanza, che il Comune attiverà al Parco della Scienza, a partire da giovedì prossimo, un apposito sportello.
«Tutti si stanno preoccupando che perderanno il Cas », ha detto l’assessore al sociale Simone Mistichelli, «ma in realtà solo per alcuni ci sarà una piccola rimodulazione e veramente in casi eccezionali non si percepirà più il contributo. L’importante è presentare l’autodichiarazione nei tempi stabiliti». Tempi che sono di 90 giorni da quando è stata pubblicata l’ordinanza in Gazzetta ufficiale per chi si trova nelle strutture ricettive e di 120 giorni per gli altri. In ogni caso lo spirito dell’ordinanza è quella di superare la fase dell’emergenza e soprattutto ridurre i costi. «Non sappiamo ancora con quali tempistiche ma solo chi è in attesa dell’assegnazione di un alloggio (di quelli acquistati dalla Regione per gli sfollati ndr) potrà restare in sistemazione alberghiera», ha spiegato Mistichelli, «tutti gli altri dovranno passare in Cas». La revisione dei criteri di assegnazione del contributo, dunque, si intreccia con la questione relativa all’assegnazione delle case acquistate dalla Regione, rispetto alla quale è stato deciso un percorso a tre step. «La settimana prossima convocheremo, per fare il punto della situazione, i 54 assegnatari delle case del primo bando», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «su cui pende l’incertezza della quota di abitazioni che la Regione ha comunicato essere non più disponibili e che andrà integrata». Successivamente andrà gestita la fase relativa alle famiglie che sono ancora nelle strutture ricettive. «Quelle con esito E e che non hanno ancora partecipato al bando saranno destinatarie prioritarie e obbligate delle case acquistate dalla Regione», spiega il primo cittadino, «altrimenti perderanno il cas». La terza fase, infine, nel caso in cui anche dopo il secondo step ci dovessero essere ancora case da assegnare, sarà quella di destinarle ai locatari delle case Ater o di abitazioni private. «Resta aperta la questione del termine del 31 dicembre per la presentazione dei progetti, che è uno dei requisiti per non perdere il Cas», continua il sindaco, «Presenteremo degli emdamenti al decreto sisma ma in ogni caso il termine di decorrenza per l’autodichiarazione resterà quella della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta». Tra le questioni da risolvere anche quella relativa a chi è rimasto nella propria abitazione in virtù di un’inagibilità parziale o di interventi di messa in sicurezza provvisori e che dovrà uscire di casa in occasione dei lavori. «Stiamo lavorando», assicura il sindaco, per garantirgli il Cas». E se l’ordinanza presenta punti da chiarire, rispetto ai quali sono state chieste delucidazioni al capo della Protezione civile Angelo Borrelli, tra le notizie positive c’è quella del contributo per l’acquisto di nuove abitazione. «Chi è in affitto potrà avere un contributo pari a 12 mesi di Cas», conclude Mistichelli, «chi è proprietario di un’abitazione danneggiata un contributo pari a 3 anni erogabile mensilmente o in un’unica soluzione». Per le abitazioni B e C il contributo sarà pari al 50% del Cas attualmente percepito dai proprietari, per le abitazione E o F del 100 per cento.
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