Nuovi collegi, il Teramano avrà al massimo due parlamentari

In posizione utile per essere eletti potrebbero esserci Sottanelli (Azione), Zennaro (Lega) e Valentina Corneli (5 Stelle): per gli altri ci sarebbero meno possibilità di andare a Roma
TERAMO. Dopo la prossima tornata elettorale del 25 settembre, diventare parlamentare potrebbe diventare il “sogno teramano”. Il disegno dei nuovi collegi abruzzesi, che prevede lo spacchettamento del nostro territorio provinciale a livello dell’uninominale Camera, fa pensare che su 13 parlamentari che usciranno dall’Abruzzo (prima della riforma erano 21) Teramo potrà averne uno o due, non di più – salvo miracoli.
Basta guardare la cartina dei nuovi collegi: un candidato della fascia costiera, con annessi i comuni del primo entroterra e la Val Fino, dovrà misurarsi con i candidati dell’intera provincia di Pescara. E i candidati di Teramo capoluogo e degli altri comuni interni dovranno vedersela con i concorrenti dell’intera provincia aquilana. È chiaro che qualsiasi candidato della provincia di Teramo, visti il bacino degli elettori e la forza politica dei territori confinanti, appare fortemente svantaggiato sia nell’uno che nell’altro caso. Per gli aspiranti deputati teramani all’uninominale non esiste paracadute ed è probabile che i partiti si orienteranno scegliendo nomi di persone che risiedono nei posti ritenuti vincenti in base all’elettorato attivo. Potrebbe essere più semplice avere chance sul proporzionale, dove le liste sono su base regionale con sei nominativi per ogni lista. Ma qui c’è un’altra incognita che riguarda il posto in lista: su sei deputati da eleggere è chiaro che le maggiori possibilità le avrà chi è al primo o al massimo al secondo posto.
Sarà difficile, con i numeri che si conoscono, che una sigla politica possa arrivare a tre seggi nel proporzionale. E qui entrano in ballo le segreterie dei partiti, che decideranno le griglie di partenza e – con esse – i vincitori e perdenti designati.
Per tutti questi motivi in provincia si percepisce uno scarso interesse alla candidatura. Molti si dicono: meglio attendere un giro restando alla finestra e puntare tutto sulle regionali che sono dietro l’angolo. Per quanto concerne i possibili candidati teramani, nell’ambito di Fratelli d’Italia si fanno i nomi di Umberto D’Annuntiis e Francesco Di Giuseppe. Il primo è l’attuale sottosegretario alla giunta regionale, mentre il secondo (consigliere comunale a Roseto) è il vice segretario nazionale dei giovani del partito. In casa Partito Democratico circola il nome di Dino Pepe, consigliere ed ex assessore regionale; in teoria, visto che è da anni la presidente regionale del partito, una candidatura per Manola Di Pasquale potrebbe starci benissimo. I rumors, però, parlano di Di Pasquale designata per le regionali. In casa Lega ci sono sulla costa due parlamentari uscenti, Giuseppe Bellachioma (già coordinatore regionale del partito) e Antonio Zennaro, che nel corso della legislatura è approdato al Carroccio proveniente dal Movimento 5 Stelle e ha guadagnato posizioni lavorando sodo in commissione bilancio.
Nel Movimento 5 Stelle è data per scontata la conferma di Valentina Corneli, deputata uscente, avvantaggiata dall’essere al primo mandato. Chi sembra ben saldo nella candidatura è Giulio Cesare Sottanelli (Azione), ma per lui sarà decisivo il consenso che otterrà il partito. Sul fronte Forza Italia viaggiano bene i nomi di Francesca Persia, vice responsabile provinciale del partito, e Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri e segretario provinciale.
Premesso che le decisioni dei partiti sono ancora da prendere, tra tutti questi nomi al momento solo Sottanelli è certo di essere in posizione utile per essere eletto (probabilmente sarà il capolista al proporzionale Camera per Azione) ed è probabile un posto al sole anche per Zennaro (all’uninominale) e Valentina Corneli.
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