Nuovo auditorium da 400 posti Ecco come sarà

NERETO. Il rendering dell’auditorium da 400 posti che sarà realizzato nel campo sportivo Romeo Menti di Nereto è arrivato sul tavolo del sindaco Daniele Laurenzi. «Il volto del nuovo Romeo Menti...
NERETO. Il rendering dell’auditorium da 400 posti che sarà realizzato nel campo sportivo Romeo Menti di Nereto è arrivato sul tavolo del sindaco Daniele Laurenzi. «Il volto del nuovo Romeo Menti prende forma», dichiara il primo cittadino. «L’auditorium si aggiunge al campo da calciotto e andrà a completare la riqualificazione dell’intera area. Abbiamo approvato il progetto definitivo ed entro il mese approveremo il progetto esecutivo a cui seguirà la gara di appalto e l’esecuzione dei lavori. Nereto avrà un auditorium con 400 posti a sedere. Una realtà a disposizione delle tante associazioni locali e al servizio dell’intero territorio. Uno spazio per la cultura, che sia musica danza o teatro. Offriremo così la possibilità di avere stagioni invernali, conferenze e convegni».
Il nuovo centro culturale polivalente, come sottolineato dal sindaco, «sarà realizzato attraverso l’utilizzo di materiali ecosostenibili, con risorse certe e finanziate pari a un milione 320mila euro». L’amministrazione, inoltre, ha «richiesto ulteriori risorse al ministero dell’Istruzione per la costruzione della nuova scuola dell’infanzia», di cui è stato approvato il progetto definitivo. Il sindaco Laurenzi, padre nel 2014 della prima stesura progettuale di riconversione del campo sportivo di via Veneto, punta dunque su uno spazio destinato a ospitare eventi, convention e non solo, che sarà il più grande della Val Vibrata. La struttura, infatti, avrà un proscenio capace di accogliere spettacoli, band e gruppi teatrali, e un’altezza idonea per allestire strutture audio, luci e scenografie come normalmente si fa negli spazi aperti. Il secondo step dei lavori prevede anche la realizzazione di spazi per la didattica e in particolare aree idonee a ospitare laboratori a disposizione del mondo associazionistico e culturale.
Alex De Palo
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