Nuovo giudice per il processo sull’acqua

Il presidente del tribunale ha accolto la richiesta di astensione del giudice Lorenzo Prudenzano
TERAMO. Cambia giudice il processo sull’acquifero del Gran Sasso. Ieri mattina il giudice Lorenzo Prudenzano ha infatti comunicato che il presidente del tribunale ha accolto la sua richiesta di astensione, affidando il procedimento al collega Domenico Canosa. Adesso si tornerà in aula il 2 dicembre, quando si ripartirà dalle richieste di costituzione di parte civile.
In quattordici, tra enti pubblici, associazioni ambientaliste e dei consumatori, hanno chiesto di essere ammessi. Tra questi il ministero dell’Ambiente e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Lega che già la Procura nella citazione diretta a giudizio ha individuato come parti lese. Tra gli enti che hanno presentato richiesta anche la Regione la Provincia, i Comuni di Teramo e Isola del Gran Sasso e l’amministrazione separata di Casale San Nicola. E poi ancora il Wwf, Legambiente, Cai e Cittadinanza Attiva (quattro delle associazioni che compongono l’Osservatorio indipendente per l’acqua), l’associazione dei consumatori Adusbef, le Gadit e l’Anpa.
Il processo, che vede imputate dieci persone tra vertici di Infn , Strada dei parchi e Ruzzo reti, è nato da un’inchiesta della Procura di Teramo che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori ed inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. Decine di sopralluoghi e videoispezioni, le ricostruzioni dei tre super esperti incaricati dalla Procura teramana e le indagini dei carabinieri del Noe avrebbero infatti fotografato una realtà fatta di rischi e procedure ignorate. In un contesto, quello ipotizzato dalla Procura, in cui sarebbero emerse presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate.(a.m.)
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