Nuovo ospedale a Villa Mosca: «La decisione spetta al Comune»

29 Marzo 2024

Il consigliere Rabbuffo (Lega) rilancia la scelta dopo le criticità sul sito emerse nel tavolo tecnico: «L’aspetto urbanistico resta prioritario rispetto ad altre valutazioni, i problemi si possono superare»

TERAMO . Le criticità sull'area del Mazzini evidenziate dal tavolo tecnico voluto dal consiglio comunale lo scorso ottobre sono sostanzialmente le stesse emerse già dallo studio di fattibilità della Asl di Teramo nel 2021. Un territorio saturo, spazi insufficienti e sottoposti a vincoli, difficoltà di convivenza tra attività sanitarie e cantiere, rete viaria inadeguata a servire un ospedale che si propone di essere riferimento per 600mila utenti. Rilievi che di fatto spingono gli esperti a bocciare, seppur non apertamente e lasciando margini di approfondimento, la realizzazione del nuovo ospedale a Villa Mosca. La relazione verrà esaminata dalla commissione sanità che si riunirà mercoledì, ma il dibattito è tornato a scaldare gli animi. Il gruppo di lavoro per la definizione dello studio di fattibilità sull’area del Mazzini è stato composto da esperti quali: Stefano Capolongo, direttore del dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano; l’ingegnere Valeria Mantenuto, referente dell'Agenas; Claudio D’Amario, direttore del dipartimento regionale della sanità; l’architetto Gianni Cimini, dirigente del Comune di Teramo e Maurizio Mauri, referente della Asl di Teramo. All’esito degli studi sono state ipotizzate tre diverse idee progettuali su Villa Mosca ma per tutte il team ha rilevato diverse ma significative criticità. Ora la palla passa ad altri, ma a Teramo politici e comitati pro Mazzini sperano in un superamento delle criticità e in scelte politiche che lascino l’ospedale lì dove si trova oggi. Anche la Lega, tramite il consigliere comunale Berardo Rabbuffo, va in questa direzione.
«L’aspetto urbanistico è sempre prioritario rispetto ad altre questioni particolari: questo significa che la scelta del sito è di esclusiva competenza dell’amministrazione comunale che tramite la delibera consiliare votata si è già chiaramente espressa», dice Rabbuffo, sostenendo che le criticità tecniche sono superabili comprese quella legate ai collegamenti. «Aspettiamo di analizzare la documentazione della commissione ribadendo che, in ogni caso, la designazione del sito è competenza esclusiva di chi è preposto alle scelte urbanistiche della città cioè dell'amministrazione comunale, proprio perché sono le scelte urbanistiche a determinare l’assetto e lo sviluppo di una città e dunque il suo futuro», conclude il consigliere leghista.
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