Nuovo ospedale, arriva una proposta

Se ne prevedono altre due, intanto il plico non è stato aperto. Associazioni e comitati: «Si scelga l’area del Mazzini»
TERAMO. Nuovo ospedale, qualcosa si muove. Ieri la Asl ha comunicato ufficialmente che è arrivata una proposta ad iniziativa privata. È stato dunque nominato il responsabile della fase procedurale di esame, insieme al gruppo di supporto per la valutazione della fattibilità della proposta.
L’azienda ha voluto darne notizia «in ossequio ai principi di trasparenza e pubblicità», precisa un comunicato stampa, «ulteriori informazioni saranno divulgate nel rispetto della normativa in materia e in considerazione del proseguire dell’istruttoria». Di più la Asl non dice, non solo per questioni i opportunità, ma anche perchè il plico, arrivato tre giorni fa, è ancora sigillato.
Non dovrebbe essere – dopo il naufragio di quella di Pizzarotti – l’unica proposta che arriverà alla Asl per il project financing. Il direttore generale Maurizio Di Giosia in un’intervista del dicembre scorso, parlò di contatti informali e preliminari con tre gruppi. Quindi presumibilmente a breve scadenza arriveranno almeno altre due proposte. Per legge la Asl ha 90 giorni per esaminare una proposta, ma se ne arriva un’altra si sospendono i termini perchè deve iniziare una comparazione fra le due. In ogni caso il 2020 si prospetta come anno decisivo per l’avvio delle procedure per la realizzazione del nuovo ospedale per cui c’è un finanziamento di 82 milioni.
Intanto il comunicato della Asl ha suscitato la reazione del tavolo sull’argomento composto da diverse associazioni e comitati, che apprezza la trasparenza mostrata dalla Asl ma ribadisce alcuni punti ritenuti imprescindibili. «Si all’approvazione del piano sanitario regionale che assegni a Teramo l’ospedale di 2° livello; si alla realizzazione del nuovo nosocomio all’interno dell’area ex Mazzini, i cui i fondi per l’edilizia sanitaria, previsti e/o assegnati a Teramo, debbono essere finalizzati e destinati alla realizzazione della struttura; no ad un ulteriore consumo del territorio; no ad un’accentuazione dello squilibrio territoriale della città di Teramo; no ad un project financing che di fatto privatizzerebbe la sanità pubblica teramana, a danno delle attuali e future generazioni; si ad un utilizzo delle infrastrutture sanitarie esistenti nell’area ex Mazzini; no ad un ulteriore abbandono da parte della Asl di Teramo di beni immobili di proprietà, che sostanzialmente andrebbero a deprimere ed a dequalificare il patrimonio cittadino», elencano in maniera chiara i portavoce del tavolo, Domenico Bucciarelli e Demetrio Rasetti.
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