Nuovo ospedale, i candidati tutti contro Piano d’Accio

30 Aprile 2023

Antonetti: «In questi cinque anni si sono delegate Regione e Asl a decidere sul sito» Marroni e D’Alberto: «Non autorizzeremo mai una variante per delocalizzare il Mazzini»

TERAMO. Un'ora di confronto serrato, scandito da applausi e frecciate al veleno. Su quello che è uno dei temi più caldi della campagna elettorale gli animi si sono scaldati in più passaggi nella sala polifunzionale della Provincia dove ieri mattina, su iniziativa del comitato pro Mazzini, si è svolto il partecipato confronto fra i candidati sindaco sul nuovo ospedale. A moderare l'incontro il giornalista Marcello Martelli e il referente del comitato Domenico Bucciarelli. Qualcuno si è presentato in sala stringendo fra le mani cartelli a difesa del Mazzini. Il dibattito si è giocato sul presidio esistente e sui progetti della Regione, che vuole il nuovo ospedale a Piano d'Accio. Una volontà che il governo di centrodestra a guida Marsilio ha cristallizzato con una delibera.
Passaggio, questo, messo in risalto dai candidati Gianguido D'Alberto e Maria Cristina Marroni nel chieder conto al rivale Carlo Antonetti, sostenuto dal centrodestra oltre che da liste civiche, della sua posizione in merito. L'avvocato si è smarcato portando la questione sulla necessità di mettere i cittadini e il consiglio comunale al centro delle decisioni attinenti il nuovo ospedale «dopo che chi ha amministrato fino ad oggi la città ha preferito delegare altri su scelte così importanti. Si è scelto di non scegliere», ha detto Antonetti, che ha definito «surreale» il dibattito relativamente alle dichiarazioni di D'Alberto, al quale ha continuato a chiedere cosa avesse fatto in cinque anni. «Chi ha delegato la Asl e la Regione?», ha insistito il candidato, «io alla Regione dirò dove i cittadini vogliono il nuovo ospedale», ha aggiunto, chiudendo così: «A me destra o sinistra non importa, su questo io decido con voi e con la nostra comunità».
Netta la candidata Marroni: «Il mio consiglio comunale non autorizzerà mai una variante urbanistica per Piano d'Accio o per aree diverse da Villa Mosca», ha detto fra gli applausi, elencando le criticità ambientali e urbanistiche legate a Piano d'Accio e criticando D'Alberto per non aver accolto la richiesta di referendum. La candidata ha ricordato le diecimila firme raccolte a difesa del Mazzini e sottolineato «i soldi che non ci sono e il nuovo ospedale che costerebbe inoltre il doppio rispetto al sito esistente».
Il fronte economico è stato affrontato anche da D'Alberto: «I fondi sono insufficienti, ci sono 122 milioni ma ne servono 245. E nessuno ci dice come sarà risanato il Mazzini», ha detto il sindaco chiarendo il suo “no” allo spostamento del Mazzini e di aver «reinserito con una delibera già nel 2019 il sito di Villa Mosca. È evidente che nessuna variante urbanistica ci sarà: il mio impegno con gli elettori è nel programma», ha detto D'Alberto fra gli applausi, ricordando di aver chiesto uno studio di fattibilità sull'area di Villa Mosca che passa dalla «sospensione della delibera regionale». Replicando agli attacchi di Antonetti, ha aggiunto: «Spero che prima della fine della campagna elettorale ci dica se la coalizione che lo sostiene vuole o no il nuovo ospedale».
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