Nuovo ospedale, i sindaci vogliono le carte

Il comitato ristretto ha formalizzato la richiesta alla Asl di acquisire gli atti del project financing
TERAMO. Il comitato ristretto dei sindaci della Asl vuole vedere gli atti del project financing per il nuovo ospedale. La richiesta di acquisizione delle carte è stata formalizzata nel corso della riunione di ieri dell’organismo presieduto dal primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto e del quale fanno parte i suoi colleghi Antonietta Casciotti di Alba Adriatica, Piergiorgio Ferretti di Atri, Rinaldo Seca di Castelli e Andrea Luzii di Sant’Omero.
Per il comitato, al di là dell’esame della documentazione relativa alla procedura in corso, l’allestimento del nuovo ospedale va inserito nel contesto più ampio della riorganizzazione della rete sanitaria provinciale. Per questo i sindaci inviteranno alla prossima seduta dell’organismo, che probabilmente si terrà tra due settimane, l’assessore regionale Nicoletta Verì. L’obiettivo è di aprire con lei un confronto costante sugli indirizzi della politica sanitaria regionale per il territorio teramano in prospettiva di miglioramento dei servizi e accrescimento dell’offerta che non riducano il nuovo ospedale a «un mero contenitore». Il dialogo sarà successivamente esteso ai direttori delle quattro strutture ospedaliere provinciali. Il comitato ha richiesto anche gli atti relativi al raggiungimento degli obiettivi fissati direttore generale della Asl Roberto Fagnano. L’acquisizione delle carte in questo caso è finalizzata a un’ analisi attenta dell’attività del manager e dei suoi risultati. «L’orizzonte di riferimento è di valutare quanto sia stato garantito l’obiettivo del diritto alla salute, perché come sottolineato in sede di insediamento», spiega il comitato, «è assolutamente necessario tornare a porre come fulcro della gestione della Asl i bisogni del paziente e ad essi armonizzare gli indirizzi di politica sanitaria e le attività di gestione dell’azienda».
L’organismo ha inoltre incontrato i rappresentanti del Tribunale per i diritti del malato Vincenzo Di Benedetto e Stefania Migliaccio. A loro è stato chiesto di illustrare le problematiche riscontrate negli ultimi anni. Quelle principali, indicate dagli esponenti dell’associazione, riguardano la perdita di professionalità neghi ospedali, che riduce la capacità attrattiva delle strutture favorendo la mobilità passiva, e la necessità di «rimodulare l'offerta sanitaria ponendo il malato al centro di ogni attività e di ogni finalità». Altre questioni segnalate da Di Benedetto e Migliaccio attengono alle dirigenze delle unità operative, in pratica ai primari dei vari reparti. Le criticità indicate saranno approfondite dal comitato per individuare soluzioni nel corso delle prossime riunioni, a cominciare da quella con l’assessore regionale. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

