Nuovo ospedale, sì a Villa Mosca Marsilio avverte: fondi a rischio

Maggioranza e opposizione approvano un documento condiviso che azzera l’ipotesi Piano d’Accio «Solo in caso di impossibilità tecnica a utilizzare il sito attuale del Mazzini valuteremo altre soluzioni»
TERAMO . Un consiglio comunale straordinario lungo nove ore, con tanto di confronto con Asl e Regione, culminato con un documento votato all'unanimità. Una delibera che esplicitamente indica Villa Mosca come sito per il nuovo ospedale e implicitamente mette una pietra tombale sull'ipotesi di Piano d’Accio. Ipotesi, questa, fortemente sostenuta da Asl e Regione che in aula hanno spiegato le ragioni della scelta, la bontà del progetto già parzialmente finanziato e i rischi che si corrono nell’imboccare altre strade. Ma i consiglieri, qualcuno con scarsa convinzione, hanno virato su Villa Mosca, sito dell’attuale Mazzini. Il dibattito è stato a tratti molto acceso, poi nel primo pomeriggio la discussione ha visto uno stop: maggioranza e opposizione, che avevano preparato un documento ciascuna, hanno deciso di provare a trovare una sintesi. Dopo tre ore di riunione dei capigruppo, alle 17,45 la seduta è ripresa approdando verso il voto unanime su un testo condiviso.
IL DOCUMENTO
Realizzare a Teramo un ospedale «Dea di secondo livello» e procedere con uno studio di fattibilità su Villa Mosca. Questo il succo del documento votato da tutto il consiglio che testualmente prevede la «predisposizione immediata di uno studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo ospedale nell'intera area di Villa Mosca che dovrà essere realizzato da un gruppo di lavoro congiunto Asl, Comune e Regione». E ancora: «Solo a fronte di una certificazione tecnico-sanitaria oggettiva circa l'impossibilità emersa dallo studio di fattibilità, il consiglio tornerà ad esprimersi». Nel documento si chiede «l'avvio da parte del presidente della Regione, senza indugio, della procedura per il relativo accordo di programma al fine di assicurare il coordinamento delle azioni e per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento, che in ogni caso dovrà comportare nel merito un coinvolgimento, sotto il profilo della valutazione urbanistica, del consiglio comunale». Con l’atto votato si chiede a Regione e Asl la «valutazione, anche alla luce delle attuali risorse, contestualmente all’individuazione delle restanti somme necessarie, dell’opportunità della realizzazione di un primo lotto funzionale della nuova struttura; la presentazione nel più breve tempo possibile di un cronoprogramma dell’opera complessivamente intesa; la comunicazione immediata, con atti formali, delle reali fonti di finanziamento dell’opera e dell’effettiva copertura anche in considerazione dell’attuale assenza degli specifici atti programmatori regionali e della necessità di conoscere la vera capacità di indebitamento della Regione Abruzzo».
LA REGIONE E LA ASL
Al consiglio hanno preso parte l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, il direttore del dipartimento Sanità in Regione Claudio D’Amario e il presidente della Regione Marco Marsilio. Tutti, dopo i saluti del sindaco Gianguido D’Alberto, hanno spiegato le ragioni che hanno portato a individuare in Piano d’Accio come miglior sito possibile, illustrando le caratteristiche del progetto e i limiti di Villa Mosca. Verì ha parlato di «grande ospedale» per acuti con percorsi di eccellenza, con il Mazzini destinato ai cronici e alla routine sanitaria. D’Amario ha messo in guardia sui fondi: 120 milioni sono disponibili per il progetto di Piano d’Accio, ma potrebbero andar persi se i tempi si dovessero dilatare. Ha sottolineato poi le criticità che ci sarebbero nell’intervenire sul Mazzini dove un cantiere impattante dovrebbe convivere per anni con l’attività sanitaria. Di Giosia è tornato a ribadire la necessità per la provincia di Teramo di avere una struttura moderna e ha ricordato come su altri siti (compreso Villa Mosca) ci siano stati studi comparativi che hanno portato a optare per Piano d’Accio. Il direttore ha rassicurato sul fatto che il Mazzini non sarà abbandonato e ha voluto sottolineare come il sindaco D’Alberto, nelle sedi di confronto istituzionali, non abbia mai detto no al progetto.
POLITICA DIVISA
Se il centrodestra regionale sostiene Piano d’Accio, a Teramo va dalla parte opposta. Ieri sia Fratelli d’Italia che Lega hanno votato a favore di Villa Mosca. Per Marsilio «non esiste nessuna polemica politica, la scelta della localizzazione dell’ospedale taglia trasversalmente le forze politiche. È normale che sia così, perché dove collocare un servizio dentro una città non è una questione di fede. Decidere di non realizzare la struttura sanitaria a Piano d’Accio e individuare un’altra localizzazione può essere legittimo, ma non lo fate a cuor leggero», ha detto in aula, «è evidente che se occorreranno un nuovo progetto, un nuovo studio di fattibilità e l’attivazione di una nuova procedura, tutto questo comporterà molto altro tempo», riferendosi al rischio di perdere alle risorse già disponibili per l’opera.
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