Nuovo ospedale, scatta il ricorso: «No al progetto di Piano d’Accio»

La Uil-Fpl e i consiglieri Fracassa (Comune) e Cipolletti (Regione) impugnano tutti gli atti al Tar In piazza il comitato pro Mazzini: «Evitiamo un’inutile cementificazione che penalizzerà la città»
TERAMO. Ricorso al Tar contro il nuovo ospedale a Piano d'Accio. O meglio, contro gli atti che spianano la strada al progetto di delocalizzazione della struttura sanitaria dall’attuale sede di Villa Mosca. Ad impugnare le delibere del 2021 e 2022 della giunta regionale, che hanno dato il via libera alla Asl per la realizzazione dello studio di fattibilità sul nuovo sito, è stata la segreteria regionale della Uil-Fpl insieme a due politici teramani: Franco Fracassa, consigliere comunale di opposizione, e Marco Cipolletti, consigliere regionale di opposizione. A dare supporto legale ai ricorrenti ci sono gli avvocati Eugenio Galassi e Diego De Carolis. Il ricorso è stato presentato contro la Regione, la Asl e il ministero della Salute e a darne notizia è stato ieri mattina Fracassa nel corso di una conferenza stampa aperta alla cittadinanza che si è tenuta in piazza Martiri.
Un'iniziativa pubblica organizzata dal coordinamento pro Mazzini che ha visto i suoi rappresentanti, Siriano Cordoni, Domenico Bucciarelli e Demetrio Rasetti, ricordare le ragioni del “no” al nuovo ospedale di Piano d’Accio e la necessità di aprire un dialogo trasparente sul progetto tra enti, istituzioni e cittadinanza. Nel corso del dibattito diversi sono stati gli interventi di esponenti dell'associazionismo, di cittadini, professionisti e politici. Fra questi, anche Ivan Verzilli (consigliere comunale di minoranza a Teramo), Cipolletti e Fracassa. È stato quest'ultimo a leggere una breve lettera a firma del segretario regionale della Uil-Fpl Alfiero Di Giammartino, che annunciava proprio il deposito del ricorso al Tar contro quegli atti regionali che avrebbero consentito alla Asl «di portare avanti una progettazione secretata e il cui iter non è stato reso noto», ha detto Fracassa rimandando a una prossima conferenza stampa l'illustrazione dei dettagli giuridici inseriti nella documentazione depositata al Tar. Nel corso dell’incontro i rappresentanti del coordinamento hanno spiegato come a loro avviso e sulla base di approfondimenti tecnici, il sito di Piano d’Accio sia geologicamente inadeguato a costruzioni impattanti, ma anche che «con le risorse già a disposizione, cioè 122 milioni di euro e l’accensione di un mutuo da 30 milioni, si può intervenire sul sito esistente, cioè Villa Mosca. Mentre per il nuovo ospedale ne servono 350», ha detto Bucciarelli. Il fronte del “no” dà battaglia anche sul fronte ambientale, ritenendo inutile una nuova cementificazione, e su quello socio-economico. «Il Mazzini resterà un contenitore vuoto e la città continuerà così a perdere pezzi importanti», ha aggiunto Cordoni. Delusione è stata espressa per la bocciatura da parte del consiglio comunale della proposta di referendum sul nuovo ospedale e sul «silenzio» da parte degli amministratori locali. Intanto il coordinamento ha superato quota 8.500 firme raccolte a sostegno del sito di Villa Mosca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

