Nuovo teatro, arrivano le offerte: due ditte in corsa per il recupero

Le proposte sono entrambe di aziende teramane, nominata la commissione per la valutazione tecnica Requisiti al vaglio di tre ingegneri e un architetto del Comune. L’opera è da completare a giugno 2026
TERAMO . È corsa a due per la riqualificazione del teatro comunale. Tante sono infatti le ditte che hanno risposto al bando per l’intervento da 10,7 milioni che, nel giro di tre anni scarsi, metterà a disposizione della città uno spazio culturale rinnovato e potenziato. A fine luglio è scaduto il termine per la presentazione delle offerte relative alla progettazione definitiva-esecutiva e alla realizzazione dell’opera finanziata dal Comune con fondi Pnrr. Entrambe le imprese che si sono messe in gioco per legare il proprio nome al recupero di uno dei luoghi-simbolo della cultura cittadina hanno sede a Teramo, ma per ora le loro proposte restano sigillate.
Sarà la commissione formata da tecnici dell’ente a entrare nel merito, valutando gli aspetti progettuali ed economici di ciascuna offerta. Dell’organismo, appena designato, fanno parte tre ingegneri, il vice dirigente Pierluigi Manetta che è stato indicato come presidente, Nicola D’Antonio e Francesca Pavoni, e un architetto, Valeria Maggitti con funzioni di segretario. Si parte dallo studio di fattibilità messo a punto dallo studio milanese “Quattroassociati” di Michele Reginaldi che ha indicato una serie di soluzioni destinate a rivitalizzare il Comunale. Tra queste ci sono il nuovo accesso su corso San Giorgio, l’allestimento del foyer con biglietteria, guardaroba e bar, l’adeguamento della sala, la ridefinizione del palcoscenico e l’innalzamento della torre scenica. Previsti anche l’installazione di un nuovo montacarichi e di ascensori, nonché la sistemazione di camerini, bagni e locali di servizio. L’intervento ridefinirà, inoltre, l’immagine esterna del teatro con accorgimenti architettonici destinati a riconnetterlo con lo spazio circostante. Il percorso di avvicinamento al varo del progetto è stato caratterizzato anche da incontri con associazioni e cosiddetti “portatori di interessi” chiamati dall’amministrazione a dire la propria sull’intervento. L’idea emersa dal confronto è di allestire uno spazio che sia attivo tutto l’anno, non solo in occasione di spettacoli capaci di riempire la platea. «C’è comunque ancora un’attività amministrativa complessa da portare avanti», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «la commissione dovrà approfondire le verifiche sui requisti e poi valutare nei dettagli le offerte, ma il fatto che al bando abbiamo risposto due ditte è un ulteriore risultato importante verso il recupero di una struttura fondamentale per l’offerta culturale della città».
I tempi dettati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sono contingentati. Entro fine giugno del 2026 l’amministrazione dovrà rendicontare l’utilizzo delle risorse assegnate, per cui i lavori andranno conclusi prima di quella data in modo da poter chiudere la procedura burocratica.
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