Occulta gli affari ed evade 22 milioni

La Finanza denuncia l’amministratore veneto di una società vibratiana che opera nel campo dell’energia alternativa
VAL VIBRATA. La guardia di finanza scopre una maxi evasione fiscale di oltre 22 milioni di euro fatta da una società della Val Vibrata operante nel commercio all'ingrosso di prodotti diversificati per l'industria, l'edilizia e la produzione di energie da fonti sostenibili e rinnovabili . La società, il cui amministratore trevigiano è stato denunciato, secondo la Finanza avrebbe presentato delle regolari dichiarazioni di reddito ma con le indicazioni di un giro di affari insignificante, talmente insignificante ed inconsistente da far scattare gli accertamenti. Quello che fatturava, insomma, non necessariamente corrispondeva a quanto avrebbe dovuto versare all’Erario.
Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Teramo, guidato dal tenente colonnello Vincenzo Grisorio e coordinato dal colonnello Alessandro Primavera, ha scoperto la massiccia evasione fiscale di oltre 22 milioni al termine di meticolosi accertamenti.
E’ chiamata “analisi di rischio” l’attività di intelligence ed il controllo economico del territorio attraverso cui la finanza esamina posizioni aziendali con la logica e la metodologia di polizia economica e finanziaria. Incrociando le banche dati a disposizione delle Fiamme Gialle, infatti, è stato possibile individuare la società che, pur avendo presentato le dovute dichiarazioni fiscali per gli anni d’imposta 2010, 2011 e 2012, aveva nascosto al Fisco il reale giro d’affari indicando ai fini impositivi fatturati insignificanti, a volte di pochi euro. A nulla è valso il tentativo dei responsabili di occultare la contabilità nella speranza di sottrarre la società alle conseguenze di una eventuale attività ispettiva da parte degli organi di controllo che, difatti, c’è stata.
I finanzieri, pur in assenza di documentazione ufficiale (parte dei documenti non sono stati trovati e si pensa siano stati occultati) sono riusciti a ricostruire ugualmente l’intera operatività dell’azienda, identificando, a livello nazionale, i clienti e i fornitori con i quali l’impresa aveva effettuato le transazioni economiche e individuando, attraverso mirate indagini doganali, importazioni di merce dall’estero (in particolare dai paesi asiatici) per circa 12 milioni di euro, rivenduta sia in Italia che fuori i confini nazionali.
Altrettanto inefficace è risultato lo stratagemma di far sembrare la società apparentemente regolare all’Anagrafe Tributaria con il versamenti periodici dell’Iva per complessivi 589mila euro. Al termine della verifica della Finanza sono stati constatati ricavi non dichiarati per oltre 22milioni di euro e, per questo, segnalati all’Agenzia delle Entrate per l’accertamento; ancora, redditi sottratti a tassazione per oltre 10mila euro, un’imposta evasa ai fini Ires per oltre 2milioni e 800mila euro e un’evasione Iva per oltre 3milioni e 600mila euro.
L’amministratore della società, R.D. di 64 anni di Treviso, è stato denunciato per infedele dichiarazione dei redditi e dell’Iva e per occultamento delle scritture contabili. L’accertamento fiscale è partito d’iniziativa delle Fiamme gialle nell’abito dell’attività di vigilanza che viene costantemente portata avanti per combattere l’evasione. Sul caso specifico i finanzieri hanno rimesso un rapporto alla procura.
Alex De Palo
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