Ok alla nuova trivellazione in mare
Il ministero approva il progetto dell’Eni per l’estrazione del metano
MARTINSICURO. È ripartita la pratica per lo sfruttamento di un nuovo pozzo di metano davanti alla costa tra Abruzzo e Marche, al largo di Martinsicuro e San Benedetto: si tratta del progetto dell’Eni per la perforazione del pozzo “Donata 4 Dir”. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani, di concerto con quello alla Cultura Dario Franceschini, ha firmato il decreto che esprime giudizio positivo di compatibilità ambientale a questo progetto e altri dieci in tutta Italia.
Il progetto, datato 2017, prevede la perforazione in profondità a nord-ovest della piattaforma Emilio, tramite un’altra piattaforma galleggiante ancorata sul fondo. Durante lo svolgimento della pratica di valutazione ambientale, diverse sono state le osservazioni critiche, anche da parte del Comune di Martinsicuro, che segnalava anche alcuni rischi ambientali dell’impianto. Tra le motivazioni dell’ok del ministero, c’è la lontananza del pozzo di estrazione degli idrocarburi dai siti di importanza comunitaria, le zone di protezione speciale e di conservazione. Tra queste, vengono citati due siti di importanza comunitaria abruzzesi: Torre del Cerrano, posto a 35 chilometri di distanza, e Fosso delle Farfalle, a 73 chilometri.
«Ripartono le trivelle, il ministro Cingolani battezza a idrocarburi il neo ministero della Transizione ecologica», scrive nella nota polemica il forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, continuando: «Sono ben 7 gli interventi presentati negli anni scorsi dai petrolieri, che per anni erano rimasti fermi, e che il neo ministro ha prontamente resuscitato. Oltre ai rischi e alle criticità insiti in ogni singolo progetto, per incidenti, perdite e scarichi, la cosa grave è che ci si allontana sempre di più dagli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi sul clima che tutti dicono di voler rispettare». (l.t.)
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