Omicidio Di Martino, a marzo l’appello

11 Febbraio 2023

Fissato il processo di secondo grado per l’architetto condannato a 25 anni per l’omicidio del padre

TERAMO. Arriva in Corte d’appello l’omicidio di Silvi. È stata fissata per il 16 marzo la prima udienza del processo di secondo grado per Giuseppe Di Martino, il 48enne architetto in primo grado condannato a 25 anni con l’accusa di aver ucciso il 73enne papà Giovanni al termine di un violento litigio scoppiato nella casa di Silvi nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2019. Nel corso delle complesse indagini preliminari (prima) e nell’istruttoria dibattimentale (dopo), la Procura (pm Enrica Medori) ha sempre sostenuto la morte per strozzamento, mentre la difesa (rappresentata dall’avvocato Marco Pierdonati) quella conseguenza di una caduta non provocata e non voluta al termine della lite scoppiata dopo che il figlio era intervenuto a difesa della mamma che quella sera era in partenza per lasciare definitivamente il coniuge. Anche per i giudici di primo grado, che hanno disposto una perizia medico-legale, è stata una morte per strozzamento. «A carico della vittima», scrivono nelle motivazioni, «vi fu, con certezza, una costrizione meccanica intensa alla regione del collo». Secondo i magistrati il figlio se avesse voluto avrebbe potuto fermarsi. «La stretta letale al collo», si legge a questo proposito nelle motivazioni, «evidenzia l’assenza di qualsiasi ripensamento da parte dell’imputato e una particolare determinazione del medesimo nel portare a termine la condotta omicida, nonostante questi avesse il pieno dominio della situazione e disponesse di un ampio intervallo per poter recedere, in qualsiasi momento, dal proprio proposito criminale, onde preservare la vita al povero genitore».(d.p.)