Omicidio Perrone Respinto il ricorso del medico

ALBA ADRIATICA. «Sanzione disciplinare legittima»: con questa motivazione il giudice del lavoro Massimo Biscardi ha respinto il ricorso presentato contro la Asl (rappresentata dall’avvocato Annalisa...
ALBA ADRIATICA. «Sanzione disciplinare legittima»: con questa motivazione il giudice del lavoro Massimo Biscardi ha respinto il ricorso presentato contro la Asl (rappresentata dall’avvocato Annalisa Caschera) da Gaetano Sciamanda, il medico dell’ospedale di Sant’Omero coinvolto nell’inchiesta per la morte di Maria Rosa Perrone, la mamma di 50 anni che il 16 ottobre del 2011 venne uccisa con 19 coltellate dall’ex marito William Adamo. A gennaio la Cassazione ha confermato la sentenza con cui la Corte d'appello dell'Aquila aveva condannato a 24 anni Adamo.
Secondo la procura la donna avrebbe potuto salvarsi se solo il chirurgo quel giorno reperibile all'ospedale di Sant'Omero, appunto Sciamanda (assistito dall’avvocato Eugenio Galassi), fosse intervenuto subito. Così non fu: la donna morì e il medico finì sotto processo. I giudici della Corte Suprema hanno confermato anche la condanna a un anno proprio per Sciamanda, accusato di omicidio colposo: è stata infatti rigettata la richiesta della procura generale di annullare la condanna di secondo grado con rinvio ad altra Corte d'Appello. Subito dopo quei fatti Sciamanda venne sottoposto dalla Asl alla sanzione disciplinare di tre mesi di sospensione. Scrive nelle motivazioni il giudice del lavoro: «In caso di tempestivo arrivo del dottor Sciamanda e di conseguenze applicazione dei drenaggi nelle sedi interessate dalla lesività, con elevata probabilità sarebbe stata evitata l’asfissia, e conseguentemente, la morte della Perrone. Appare chiara la responsabilità del dottor Sciamanda nel concorso alla determinazione dell’evento morte della signora Perrone, oltre che la violazione del regolamento di pronta disponibilità e dei propri doveri di medico».(d.p.)
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