Omicidio, si cercano i passaggi di denaro

2 Ottobre 2014

Movimenti anomali sui conti della vittima potrebbero aiutare a risolvere il giallo di Intermesoli

TERAMO. Il portafogli sparito insieme alle chiavi di casa. L’impronta di una scarpa da uomo lasciata sul sangue. Tre chiamate dal telefono fisso, le ultime fatte dalla vittima, e all’altro capo del filo c’era probabilmente l’assassino. I movimenti sui conti bancari che potrebbero dare qualche importante indizio. Sono queste al momento le principali (ma non le uniche) tessere del puzzle che gli inquirenti stanno faticosamente cercando di ricostruire per risolvere il giallo della morte di Renato Bellisari, il 77enne massacrato giovedì scorso nella sua abitazione di Intermesoli con sette bastonate in testa. Anche quella di ieri è stata una giornata di intense indagini per gli inquirenti, diretti dal capitano Nazario Giuliani, comandante del reparto operativo dei carabinieri, e coordinati dal sostituto procuratore Andrea De Feis. Il responso sui conti bancari – atteso a ore – potrebbe rivelarsi quantomai utile per la ricerca della verità. Gli inquirenti stanno accertando se ci sono stati movimenti anomali di denaro, come un grosso prelievo, ad esempio, o un altrettanto consistente deposito di dubbia provenienza: in tal caso la pista del delitto maturato per motivi di interesse potrebbe prendere sempre più corpo. Bellisari stava bene economicamente: viveva con la pensione del Canada, paese dove aveva lavorato per trent’anni, e con al rendita di alcuni immobili. Se si accertasse che il 77enne aveva depositato grosse somme non provenienti da questi due cespiti, gli inquirenti avrebbero una pista in più per arrivare alla soluzione del giallo. Molte speranze sono riposte nell’analisi dei tabulati delle chiamate effettuate giovedì scorso, il giorno del delitto, col telefono fisso della vittima, anche se, per la sua natura tecnica, la linea telefonica fissa può fornire un minor numero di informazioni rispetto ai cellulari. Ma anche dall’impronta della scarpa potrebbe arrivare un aiuto decisivo alle indagini, così come dall’analisi del dna sui reperti biologici trovati nella casa dei Bellisari. Un puzzle comunque molto difficile da ricostruire: dopo una settimana di indagini la procura non ha ancora iscritto nessuno sul registro degli indagati, anche se questo non esclude affatto che ci possano essere dei sospetti verso qualcuno.

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