Omicidio stradale, da Renzi la mamma teramana

10 Marzo 2016

L’insegnante con altri genitori a Palazzo Chigi per la firma della legge «Una vittoria dopo tanti anni di battaglie, così più giustizia per i nostri figli»

TERAMO. E’ con la maglietta indossata in tante manifestazioni, quella con la scritta “Gigi c’è”, che stringe la mano a Renzi.

Perchè nel giorno in cui il premier firma la nuova legge sull’omicidio stradale Pasqua Gina D’Ambrosio sa di aver mantenuto la promessa fatta a Luigi Edoardo, “Gigi”, il suo unico figlio morto a 19 anni investito ed ucciso da una macchina ad Alba Adriatica mentre era sullo scooter. «La promessa di una legge che serva ad avere giustizia» racconta quest’insegnante di Colonnella che ha atteso il sì definitivo sulla tomba del figlio e che ieri era a Roma con altri genitori, quelli che per anni hanno invocato la legge arrivata al termine di un lungo e travagliato iter. «Ma alla fine è arrivata» dice Pasqua Gina mentre abbraccia Matteo Renzi, mentre gli regala la penna per firmare il provvedimento, mentre davanti ai flash dei fotografi e alle telecamere cerca con lo sguardo le mamme e i papà che hanno combattuto con lei e che sono stati chiamati dal premier a presenziare alla cerimonia.

E non solo. Pasqua Gina, che insegna materie giuridiche ad Atri, è stata chiamata a collaborare alla stesura del nuovo codice della strada, quello che dovrà essere rivisto dopo l’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale. «A livello istituzionale ci hanno chiesto di collaborare alla stesura del nuovo codice e ai lavori delle commissioni anche in materia di prevenzione perché prima di punire occorre educare al rispetto delle regole», dice, «la battaglia sarà adesso riuscire in un cambiamento culturale nei confronti dell' omicidio stradale anche nelle aule dei tribunali perché i nostri figli vengono uccisi due volte, sulla strada e nelle aule dei tribunali. Giovanni Paolo II diceva che senza giustizia non c’è pace. Non so se la pace arriverà mai, ma con questa legge ci sarà sicuramente giustizia ».

Per Renzi, che ha siglato il testo a Palazzo Chigi alla presenza di associazioni e familiari delle vittime di incidenti stradali non si tratta di «una vendetta» ma di «un modo per rendere giustizia».

Dice ancora Pasqua Gina: «E’ vero, mio figlio e gli altri ragazzi morti sulle strade non tornano, ma questa è una legge che rende giustizia, significa che il suo omicidio e quello di tanti altri ragazzi morti non sarà più considerato di serie B. Chi ha sbagliato deve pagare e non ci sarà più impunità. Sono stati introdotti concetti come l’azzardo, la temerarietà, l’inversione ad U con la striscia continua, tutte cose per cui noi genitori ci siamo battuti per anni e che ora sono stati finalmente riconosciuti con una legge». (d.p.)

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