Omicidio Tizi, 30 anni all’uomo che sparò

6 Novembre 2017

La corte d’Appello ribalta la sentenza di primo grado: ridotte le pene per gli altri tre imputati

MARTINSICURO. Cadono le attenuanti generiche e la pena raddoppia. Ai giudici d’Appello bastano meno di tre ore per ribaltare la sentenza di primo grado per l’omicidio di Roberto Tizi, il 35enne originario di Petritoli (Fermo) che nel 2015 venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi della sua compagna, a Martinsicuro.
Per il 49enne albanese Arjan Ziu, che il giorno dopo confessò di aver sparato per vendicarsi di una lite, è arrivata la condanna a 30 anni dopo quella a 18 del rito abbreviato a Teramo. Allora gli erano state riconosciute le attenuanti generiche che, in Appello, non sono state ritenute applicabili. Una nuova valutazione giuridica del fatto, dunque, che ha portato i magistrati (collegio presieduto da Luigi Catelli, a latere Armanda Servino) a stabilire una condanna molto più pesante per l’uomo assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli che dice: «Aspettiamo di conoscere le motivazioni per decidere se ricorrere in Cassazione».
I giudici hanno invece ridotto le condanne stabilite in primo grado per il fratello Mikele, 50 anni, i due figli di quest'ultimo Rudy di 24 anni e Antonio di 18 anni ( (assistiti dagli avvocati Antonio Valentini e Massimo Cacace): per i primi due la pena è scesa da 17 a 16 anni, mentre per il terzo da 17 a 12 anni.
Tizi fu ucciso con due colpi di pistola calibro 6,35 sparati da Arjan Ziu appena giunto sotto casa . Il primo colpo lo raggiunse mentre era ancora in auto. Un vero e proprio agguato, secondo la Procura, con i quattro che dopo gli spari esplosi da Arjan Ziu infierirono sull'uomo prendendolo a calci in testa mentre era a terra. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori l'agguato mortale sarebbe stato una vendetta per una discussione per futili motivi avuta qualche ora prima dalla vittima con Arjan Ziu. A fornire un grosso contributo alle indagini erano state soprattutto le immagini catturate da alcuni di impianti di videosorveglianza. Nel corso dell’udienza di convalida Arjan Ziu aveva detto di aver agito da solo sostenendo che in quel momento con lui non c’erano complici e che le persone che si vedono scappare nelle immagini sono estranei che fuggono perchè spaventati dagli spari. Una ricostruzione, la sua, diversa da quella emersa dalle immagini che invece hanno certificato il coinvolgimento del fratello e dei nipoti.
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