Opera salva-spiaggia incompiuta Pepe: «Manca ancora il collaudo»

15 Settembre 2022

Il consigliere regionale del Pd: «Dopo 100 giorni non è certificata la regolare esecuzione dei lavori Dalla Regione tutto tace, è stato un grande inganno, serve un urgente intervento riparatore»

ALBA ADRIATICA. «Sarebbe dovuta durare più di cinque anni senza problemi la spiaggia di alimentazione di Alba Adriatica, lavoro costato oltre due milioni di euro, già pagato dalla Regione e annunciato in pompa magna da Marsilio e D'Annuntiis. Invece, tutto è naufragato in pochi giorni e con la spiaggia sono scomparsi anche presidente, sottosegretario, annunci e passerelle». È l'amara constatazione del vice capogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe, che rincara la dose: «Dall'accesso agli atti abbiamo appreso che ad oggi (sono passati oltre 100 giorni dalla fine lavori) mancano ancora il collaudo e il certificato di regolare esecuzione dei lavori, oltre a una seria presa di posizione su come risolvere il disastro compiuto. Turisti, operatori, amministratori locali e residenti sono stati abbandonati a loro stessi, nonostante i tanti appelli alla giunta regionale lanciati da più parti in piena stagione estiva. L’ultimo appello è arrivato dal comitato antierosione. I danni provocati dall’opera sono evidenti a tutti», sostiene ancora Pepe, «gradone di oltre un metro in un lungo tratto di arenile, pennelli completamente scoperti e pericolosi che dovevano essere sotto un metro e mezzo di sabbia, danni gravi alla pesca e al turismo. Questo il risultato della prima opera pubblica realizzata dalla Regione di Marsilio e D’Annuntiis: un fallimento e, soprattutto, un grande inganno dopo aver promesso solo scogliere parallele per anni».
Pepe afferma che sia necessario e urgente un intervento riparatore della giunta regionale nonché la programmazione, con i cospicui fondi europei disponibili, delle scogliere promesse. Scogliere, a dire il vero, che reclamano tutti i balneatori e i movimenti di difesa del litorale nord albense. Anzi, a detta degli operatori turistici, le scogliere andrebbero a protezione degli altri tratti di costa più a sud prima che l’erosione mangi anche la loro spiaggia. «Il contrasto al fenomeno erosivo è di esclusiva competenza regionale e constatare l’assoluto fallimento, dopo 42 mesi di promesse di Marsilio e D’Annuntiis e lo show realizzato a maggio nella fase di realizzazione dell’opera, ci ha solo consegnato un misero atto di arroganza. Solo fumo e niente arrosto», attacca ancora Pepe, che conclude: «in gioco ci sono la sopravvivenza di attività, l’offerta turistica di una intera città, il disagio sofferto da una comunità che, come tutte, vuole rialzarsi dopo l’arresto imposto dalla pandemia».
Ai balneatori, va precisato, non interessa la diatriba politica che pur inevitabilmente si genera. Quello che lamentano è il silenzio dei tecnici responsabili dell’opera, i collaudi che non si leggono, i soldi spesi per progetti naufragati e una stagione che ha chiuso senza la desiderata, “nuova” spiaggia. L’inverno, adesso, preoccupa non poco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA