Opera salva-spiaggia, la gara è da rifare

Escluse tutte e tre le ditte candidate, serve un nuovo bando. Ultimatum degli operatori: «Certezze o protesta a oltranza»
ALBA ADRIATICA. La grande e travagliata opera regionale contro l’erosione nella costa nord di Alba Adriatica – la spiaggia di alimentazione da due milioni di euro – non può ancora vedere la luce, perché serve una nuova gara d’appalto.
La pratica di affidamento, partita in fretta e tra mille ostacoli tra maggio e giugno scorsi nel vano tentativo di avviare il cantiere entro l’inizio della stagione turistica, non si è mai conclusa e i lavori non sono mai cominciati, rinviati a dopo l’estate. Ora è stato svelato il motivo ufficiale dello stop. Recita la relazione riassuntiva degli uffici regionali sulla gara d’appalto, facendo riferimento alle tre aziende che hanno risposto al bando: «A seguito dell’analisi della documentazione amministrativa trasmessa dalle tre ditte, si rilevava una carenza documentale per mancanza o incompletezza che non risultavano sanabili con la procedura del soccorso istruttorio e per questo venivano escluse». In altre parole: serve una nuova gara. E il nuovo bando sarebbe già in fase di redazione. Mentre la Regione deve anche superare l’opposizione dei vongolari sul tratto di mare scelto per prelevare i 100mila metri cubi di sabbia del maxi ripascimento previsto nel progetto, oltre alle perplessità di una parte degli operatori albensi e tortoretani sui due pennelli insabbiati da realizzare a sostegno dell’opera.
Le tempistiche tornano quindi a dilatarsi, facendo temere anche per la prossima stagione turistica, quella del 2022, che gli operatori a breve dovranno cominciare a programmare. Non a caso proprio ieri sulla questione è tornato il comitato Anti-erosione, espressione soprattutto di balneatori e albergatori della costa nord martoriata dalle mareggiate e interessata direttamente dall’opera. «Abbiamo aspettato, ora basta. L’opera è una necessità imprescindibile, vogliamo soluzioni per la prossima stagione estiva e certezze al riguardo entro la fine di quest’anno, altrimenti dal primo gennaio avvieremo una protesta a oltranza davanti agli uffici regionali, ma anche al municipio albense», dice il presidente del comitato Dino Cartone, spiegando: «A giugno abbiamo rifiutato i clienti perché ci era stato annunciato il cantiere dell’opera, poi mai realizzata. Durante la stagione il meteo ci ha graziati, evitando gravi mareggiate, permettendoci di lavorare a luglio e agosto. Ma abbiamo rischiato grosso e, soprattutto negli stabilimenti, si è vissuta la grave criticità della carenza di ombrelloni per i clienti, nonostante la grande richiesta». Continua Cartone facendo anche riferimento alle polemiche dei mesi scorsi sul progetto dell’opera: «La spiaggia di alimentazione non può essere più in discussione, è una necessità urgente. Ma è un’opera che serve solo a tamponare il problema dell’erosione per qualche anno: vogliamo tornare a sentir parlare di scogliere per la messa in sicurezza definitiva della costa».
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