Operai Team, picchetto per dire no alla mobilità

Protesta davanti alla prefettura. Di Pasquale (Pd): «Possono andare al Ruzzo» Tancredi (Ncd): «Potranno essere riassorbiti con i prossimi bandi»
TERAMO. «Vogliamo continuare a lavorare alla Team, no alla mobilità». Sono alcuni dei messaggi esposti sui cartelloni di protesta ieri da un picchetto di lavoratori messi in mobilità dalla Teramo Ambiente e riuniti davanti alla prefettura per chiedere soluzioni. La procedura è stata aperta nei confronti di 46 dipendenti a causa della cessazione delle commesse che riguardano la pulizia degli immobili e la custodia dei musei, ma i lavoratori chiedono di essere assimilati contrattualmente ai colleghi addetti all’igiene urbana pur di non perdere il posto di lavoro.
«Siamo disposte a caricarci anche i mastelli del porta a porta e a guidare i mezzi», dichiarano agguerrite le lavoratrici che come alternativa alla mobilità, chiedono piuttosto il ricorso alla cassa integrazione. Un’ipotesi questa che il Cda della Team ha già chiarito che non può essere percorribile poiché le indennità di cassa integrazione vengono concesse quando un’azienda in crisi sospende momentaneamente le attività sperando in una ripresa. Non è il caso della Team che per legge deve rinunciare ad alcuni servizi svolti finora. E’ invece percorribile in sede di trattativa sindacale il ricorso a contratti di solidarietà che prevedono un taglio orizzontale degli stipendi per tutti i lavoratori pur di garantire l'occupazione a tutti. L’incontro è fissato per giovedì alle 18,30. Ma il Cda non esclude nemmeno di assorbire il personale negli altri rami d’azienda. A portare la solidarietà ai lavoratori c’era il consigliere del Pd Manola Di Pasquale che ha avanzato una proposta nuova: quella di una mobilità dei dipendenti trasversale alle partecipate. «La legge prevede che i lavoratori in mobilità possono essere ricollocati a disposizione delle esigenze di altre partecipate. Visto che nel nuovo piano industriale del Ruzzo si prevedono 48 nuove assunzioni, perché non mettere questi lavoratori a disposizione delle esigenze dell’acquedotto?». Il sindaco Maurizio Brucchi ha commentato così la proposta: «Purchè la Di Pasquale convinca anche i sindaci di centrosinistra a fare altrettanto. Mi fa sorridere che il centrosinistra ha gestito il Ruzzo per 25 anni eppure ci sono circa 60 dipendenti che non sono riconosciuti dall’Ato». Il parlamentare di Ncd Paolo Tancredi ha ricordato la possibilità di inserire clausole di salvaguardia nei prossimi bandi per riassorbire il personale: «La Team non è una società decotta, io non ci sto a questo gioco del tiro al piccione. Queste persone sono ancora a tutti gli effetti dipendenti Team». Solidarietà anche da Leo Iachini della Tercoop, che si è dichiarato disponibile a reimpiegare le lavoratrici qualora si aprano degli spiragli alla partecipazione della cooperativa ai prossimi bandi.
Marianna De Troia
©RIPRODUZIONE RISERVATA

