Operaio morto, niente perizia del tribunale

17 Marzo 2022

Il caso è finito anche all’esame della ministra Cartabia dopo la lettera della mamma della vittima

TERAMO. Nuovo giudice e niente più perizia per il processo in corso per la morte di Roberto Morelli, camionista di 31 anni di Napoli che nel 2017 venne travolto da una balla di plastica nel piazzale di un’azienda di Castelnuovo Vomano dove era andato a caricare del materiale. Per quell’infortunio sono imputati in cinque (uno dei sei indagati ha scelto il rito abbreviato) in un processo che nei mesi scorsi è finito all’attenzione della ministra della giustizia Marta Cartabia. L’anno scorso, infatti, la ministra ha ricevuto la lettera della mamma della vittima che lamentava i tempi lunghi del procedimento e ha chiamato la donna per esprimerle la sua solidarietà. Il nuovo giudice Giovanni Cirillo ha revocato l’ordinanza con cui il precedente magistrato aveva disposto la nomina di un perito (che nel frattempo ha rifiutato) e ha stabilito le date delle prossime 2 udienze per sentire gli ultimi testi, chiudere l’istruttoria e procedere con la requisitoria del pm Stefano Giovagnoni, le arringhe degli avvocati di parte civile e della difesa. La sentenza potrebbe esserci tra maggio e giugno. «Sono sicura», aveva scritto nella sua lettera alla ministra Annunziata Cario, la mamma 75enne di Morelli, «che morirò prima di vedere la fine di questo processo, anche prima della fine del primo grado, chiudendo per sempre gli occhi senza poter sapere come e da chi è stato ucciso mio figlio. Prima di morire vorrei poter andare sulla tomba di mio figlio Roberto per dirgli che la giustizia terrena ha fatto il suo corso».(d.p.)
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