Operatori turistici: pronti a un tavolo permanente

28 Ottobre 2017

ROSETO. Un tavolo permanente di confronto e di lavoro nel quale avanzare proposte e redigere un programma indispensabile per migliorare il turismo rosetano. È ciò che propone l’associazione “Roseto...

ROSETO. Un tavolo permanente di confronto e di lavoro nel quale avanzare proposte e redigere un programma indispensabile per migliorare il turismo rosetano. È ciò che propone l’associazione “Roseto Incoming - operatori turistici” al Comune di Roseto per contribuire alle esigenze della città in chiave turistica. Gli operatori turistici affermano che sono stati sempre disponibili al dialogo con le amministrazioni e si rammaricano del fatto che il Comune abbia interpretato il loro no all’imposta di soggiorno come rinuncia al dialogo.
«Vorremmo fare alcune precisazioni», scrive l’associazione, «il programma elettorale presentato dal sindaco Di Girolamo ai rosetani prevedeva espressamente un categorico no all’imposta di soggiorno, motivo per cui anche vari operatori turistici si sono adoperati per la sua campagna elettorale ed hanno espresso un voto a suo favore. Poi però Di Girolamo, quando ha maturato l’idea di introdurre la tassa di soggiorno, non si è preoccupato di inviare alcuna comunicazione alle associazioni rosetane prima che questa decisione si trasformasse in discussione ed approvazione del documento unico di programmazione, avvenuta prima il 30 luglio 2017 da parte della giunta municipale e, successivamente, il 28 settembre 2017 dal consiglio comunale, e ha convocato le associazioni ormai a cose fatte». La tassa di soggiorno, per gli operatori turistici, rischia di danneggiare il turismo rosetano con il conseguente danno di immagine, economico e soprattutto occupazionale. All'assessore al bilancio Antonio Frattari, che affermò che le associazioni non hanno voluto dare nessun apporto all’amministrazione, gli operatori turistici rispondono che l’apporto «l’avrebbero voluto dare al momento giusto, cioè prima di assumere qualsiasi decisione da parte politica». Gli operatori turistici, comunque, sono pronti a offrire la loro disponibilità per trovare le migliori soluzioni, anche attraverso un contributo economico immediato per i necessari interventi da realizzare prima dell’estate 2018 perché «i non quantificabili introiti derivanti dalla tassa di soggiorno», spiega l’associazione, «l’amministrazione comunale, anche a causa delle procedure burocratiche, potrebbe utilizzarli solo per la stagione 2019».
«L’imposta di soggiorno», conclude l’associazione, «non può essere uno spot di una singola città per ripianare buchi di bilancio e siamo lieti che questo concetto sia stato ripreso dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, dall’onorevole Giulio Sottanelli e dal presidente regionale di Federalberghi Giammarco Giovannelli nel convegno a Villa Paris». (l.v.)
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