Opere mai fatte alla Cona, ricorso al Tar

30 Settembre 2017

Lo propongono i comitati di quartiere e Cittadinanza attiva: «Mai ultimati gli interventi finanziati»

TERAMO. Scatta il ricorso al Tar per acquisire gli atti del cosiddetto "contratto di quartiere" della Cona. Quest'ultimo comprende infatti una serie di opere di riqualificazione urbana finanziate dalla Regione nel 2005 con due milioni di euro, a cui se ne aggiungevano tre per la parte privata del progetto, che non sono mai state realizzate.
A voler fare chiarezza sull'utilizzo dei fondi sono il coordinamento dei comitati di quartiere teramani guidato da Giuliano Lucenti, il presidente del comitato di quartiere Cona-Piano Solare-Fonte Baiano Domenico Bucciarelli e Raffaele Raiola, che presiede l'associazione "Teramo città solidale & Cittadinanza attiva". Dopo un incontro tenuto a luglio e dedicato alla questione ancora irrisolta è stata inoltrata al Comune, che avrebbe dovuto attuare la parte pubblica del "contratto", una richiesta di accesso agli atti. L'istanza era finalizzata, spiegano Lucenti, Bucciarelli e Raiola, «a conoscere lo stato delle procedure amministrative adottate dall'ente per l’attuazione degli interventi», tra i quali figurano l'allestimento di un percorso pedonale di collegamento tra le scuole della Cona (finanziato con quasi 508mila euro), il completamento del parco fluviale del Tordino (271mila euro) e il restauro della ex fornace (poco più di 1,2 milioni). «Da un’attenta analisi e valutazione dei documenti in possesso del comitato di quartiere», tengono a precisare i tre presidenti, «si prendeva atto che nessuno dei tre interventi era stato ultimato e che alcuni a carico della parte privata non avevano neanche avuto inizio».
Per questo all'amministrazione comunale venivano chieste le carte del procedimento relativo al "contratto" con un messaggio di posta elettronica certificata datato 27 luglio. «Allo spirare del termine di trenta giorni successivi alla presentazione della richiesta», fanno sapere Lucenti, Bucciarelli e Raiola, «non è pervenuta dagli uffici del Comune alcuna risposta o documentazione in merito». Così i comitati e l’associazione si sono rivolti al tribunale amministrativo dell'Aquila. Il loro auspicio è «che venga fatta piena luce su di una vicenda tanto annosa quanto complessa e che il Comune muti il metodo non trasparente di procedere nell'espletamento dell’attività politico-amministrativa e di relazionarsi con i suoi cittadini». (g.d.m.)
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