«Ora la delibera dei 47 sindaci va sostenuta»

Danni non riconosciuti, Di Sabatino chiede alla classe dirigente della provincia di agire sul Governo
TERAMO. È stata pubblicata ieri mattina, sul sito della Provincia, la delibera approvata lunedì sera dall’assemblea dei sindaci contenente la richiesta dello stato di calamità specifica per la provincia di Teramo e le proposte di modifica al cosiddetto decreto sisma.
Il documento si è arricchito, in corso di discussione, dei diversi emendamenti presentati dai sindaci o pervenuti da associazioni, istituzioni e consiglieri: dalla riapertura dei termini per i sopralluoghi Fast per tutti i comuni che hanno subito danni per il sisma del 18 gennaio, alla richiesta di risorse aggiuntive relative al fondo di solidarietà nazionale per garantire la copertura dei danni al comparto agricolo fino all’invito a sostenere la “piattaforma” di proposte anche con una manifestazione da svolgersi nella Capitale entro il mese di febbraio.
«Possiamo essere tutti soddisfatti dell’esito dell’assemblea», dichiara il presidente Renzo Di Sabatino, « la delibera approvata all’unanimità, oltre a contenere proposte concrete e commisurate alla grave situazione, ha una forza molto significativa dal punto di vista istituzionale e politico; perché, forse per la prima volta, ha parlato una sola voce, quella del territorio e non di una sola parte. Certo è solo un primo passo, ora tutta la classe dirigente di questa provincia deve sostenere le nostre richieste, alcune doverose, altre indispensabili e per una parte ci si augura possibili».
Di Sabatino, inoltre, pone l’accento sull’impegno nei confronti della salvaguardia del ruolo del capoluogo: «Come sempre è avvenuto dall’inizio del mio mandato, una particolare attenzione è stata riservata alla città di Teramo, per la quale è stata innanzi tutto richiesta la parificazione e l’estensione di tutte le misure previste per gli altri comuni già inseriti nel cratere, eliminando così le numerose limitazioni contenute nel decreto. Considerato il rischio di minori iscrizioni all’università di Teramo per effetto del sisma, è stata avanzata istanza al ministero dell’Istruzione, finalizzata a evitare i tagli programmati sul Fondo di finanziamento ordinario, nonché l’assegnazione all’Adsu di Teramo di nove milioni di euro per la realizzazione della nuova casa dello studente presso l’ex rettorato di viale Crucioli, attualmente inagibile».

