«Ora voglio giustizia per loro»

Il dolore e la rabbia della moglie e mamma dei due uomini morti assiderati
TERAMO. Dolore e rabbia si mescolano e le parole si muovono tra le ferite di chi piange marito e figlio assiderati a Poggio Umbricchio. Liliana Furia è la mamma di Mattia e la moglie di Claudio Marinelli, morti nella tormenta di neve dopo essere usciti per cercare del carburante per il generatore di casa senza corrente da giorni. «Nessuno ha salvato mio marito e mio figlio», dice, «non c’è stato un mezzo fatto uscire per pulire la strada. Impossibile dire quello che stiamo passando perchè nel duemila non si può morire freddo. Se sono stati fatti degli errori è giusto che chi ha sbagliato paghi». I familiari dei due accusano i soccorsi di essersi mossi in ritardo rispetto all’allarme lanciato.Sulla morte di padre e figlio la procura ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato.
La tragedia di Poggio Umbricchio è iniziata nel tardo pomeriggio di mercoledì quando è scattato l'allarme perchè padre e figlio non erano rientrati a casa. Claudio e Mattia, insieme all'altro figlio, erano scesi in auto dalla piccola frazione di Crognaleto per prendere della benzina necessaria per far funzionare il generatore con cui in questi giorni si riscaldavano. Durante il rientro, però, la macchina si è fermata: forse per un guasto o forse perchè nel frattempo aveva ripreso a nevicare molto forte e quindi il mezzo non riusciva a percorrere il tratto di strada. Così i tre hanno deciso di lasciarla e proseguire a piedi. Secondo una ricostruzione fatta dai carabinieri e dai vigili del fuoco l'altro figlio si è incamminato per primo con le taniche, mentre Mattia e Claudio sono rimasti indietro. Ma sono bastati pochi attimi e sono stati sorpresi da una violenta bufera di neve.(d.p.)
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