Ordigno inesploso: domani da Napoli arrivano gli artificieri

25 Novembre 2014

Bomba di mortaio all’ex Ospizio marino di Giulianova Gli uffici della Asl già chiusi ieri, lo saranno fino a mercoledì

GIULIANOVA. Arriverà domani da Napoli la squadra di artificieri per occuparsi del proiettile di mortaio inesploso, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale, che è stato trovato venerdì scorso nel sottotetto dell’edificio adiacente agli uffici Asl, nello stesso complesso di via Ospizio Marino. Fino a domani, dunque, tutti gli uffici e gli ambulatori rimarranno chiusi agli utenti e ai dipendenti e presidiati dalle forze dell’ordine.

Il proiettile, lungo una trentina di centimetri, è stato rinvenuto da una squadra di operai che stava effettuando dei lavori e dalla polizia municipale che era andata a fare un sopralluogo al sottotetto dello stabile, abitato da tre famiglie, le quali ne avevano da tempo lamentato l’instabilità. Quando gli agenti della polizia municipale hanno visto il proiettile hanno immediatamente contattato i vigili del fuoco per farlo rimuovere. Questi hanno pensato di spostare l’ordigno inesploso (e dunque potenzialmente pericoloso nonostante i settant’anni passati sotto una spessa coltre di polvere senza che nessuno mai si accorgesse della sua presenza) dal sottotetto dell’abitazione al secondo piano dell’ex Ospizio Marino, attualmente sede degli uffici dei servizi sanitari. L’intero edificio Asl è stato dunque chiuso al pubblico e posto sotto sorveglianza con pattuglie di carabinieri e polizia municipale e il cancello rigorosamente chiuso: nessuno può entrare e nessuno può uscire, a parte le tre famiglie residenti nella casa (l’ex abitazione del custode dell’Ospizio Marino) dove è stato ritrovato l’ordigno bellico, che sono rimaste lì.

Ieri, oggi e domani, dunque, gli uffici, il consultorio e gli ambulatori sono rimasti e rimarranno chiusi e i servizi saranno sospesi, con buona pace degli utenti (che possono recarsi a Roseto) e dei medici e dipendenti della Asl. La squadra di artificieri dunque, attesa nell’arco della giornata di domani (non si sa a che ora di preciso arriveranno), dovrà valutare la situazione e decidere come spostare il residuo bellico e se farlo esplodere in un posto sicuro e isolato.

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA