Ordinanza anti-rumore I 5 stelle contro il Comune
MONTORIO. Il gruppo "Pentastellati Montorio 2.0" attacca l’amministrazione comunale per l’ordinanza sulla quiete pubblica (129/2015). L'accusa è di «inaspettata svolta “autoritaria” che assesta un...
MONTORIO. Il gruppo "Pentastellati Montorio 2.0" attacca l’amministrazione comunale per l’ordinanza sulla quiete pubblica (129/2015). L'accusa è di «inaspettata svolta “autoritaria” che assesta un colpo “ferale” alle già claudicanti attività commerciali ed artigiane del nostro paese». Per i Cinque Stelle, l’ordinanza in cui si parla di «divieto generale di porre in essere azioni in grado di disturbare la quiete notturna dalle 23 alle 7», è troppo approssimativa per ciò che riguarda i comportamenti concreti sanzionabili. Nello stesso tempo, è anche limitante nella seconda parte dove vengono vietati «agli esercenti di ogni tipo di attività produttiva (artigiani, attività industriali, commerciali e cantieri edili) di eseguire attività o lavori rumorosi di qualsiasi genere, dalle 13 alle 15 e dalle 19 alle 7 (con utilizzo di mezzi di amplificazione fino alle ore 23)».
I Pentastellati, in una nota, sollevano un interrogativo: «Questa Amministrazione sa che la fascia oraria 13-15, per molte imprese edili ed artigiane, presenti sul territorio, è una fascia oraria lavorativa? E’ a conoscenza del fatto che tantissimi esercizi commerciali come bar e ristoranti esercitano la gran parte della loro attività, nelle ore serali?». I grillini dunque, che puntano il dito contro l’amministrazione comunale, che in un anno non avrebbe fatto nessuna iniziativa a sostegno delle attività commerciali e imprenditoriali, chiedono il ritiro immediato dell’ordinanza a tutela delle attività produttive. E si dicono pronti ad intraprendere iniziative democratiche che portino ad abolire il provvedimento. Anche il gruppo "Montorio a 5 Stelle" attacca l'amministrazione per non aver richiesto, per il soggiorno termale per anziani che si sta svolgendo ad Abano Terme, alcun preventivo per la polizza infortuni. «Infatti», scrive in un comunicato, «l'amministrazione ha ritenuto di chiedere direttamente ad una sola compagnia di assicurazioni l'accensione di tale polizza».
Catia Di Luigi
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