Orlando: «Ricostruire i servizi per il rilancio delle aree interne»

Il ministro a Crognaleto per la “Castagna d’Oro” incontra Legnini e gli amministratori della rete Unico Il sindaco D’Alonzo gli consegna il progetto per i piccoli comuni: più attenzione all’imprenditoria locale
CROGNALETO . La visita al castagneto e a lu ‘Nzite, opera pittorico-paesaggistica realizzata su un ampio muro di contenimento da Gianluca Cresciani, poi la premiazione. Andrea Orlando torna così a Crognaleto quattro anni dopo il sopralluogo nelle zone appena colpite dal sisma del Centro Italia. Allora era ministro della Giustizia, oggi titolare dei dicasteri del Lavoro e delle Politiche sociali. La sua presenza questa volta è legata a un riconoscimento. In piazza Garibaldi, nella frazione di Senarica al ministro viene conferita la “Castagna d’Oro”, premio giunto alla sua 12ª edizione grazie all’impegno della Pro loco e che dal 2009 è stato assegnato a personalità politiche e del mondo culturale e imprenditoriale.
IL DIALOGO CON IL TERRITORIO
La cerimonia offre anche l’occasione di un confronto, nella sala polifunzionale del Comune di Crognaleto, con gli amministratori locali della rete “Unico Gran Sasso” sulle prospettive di rilancio delle aree interne ferite dal sisma. «L’impegno è di una maggiore attenzione al destino di questo pezzo di paese che, seppur piccolo, sa dimostrare al sua forza al momento del voto», sottolinea Orlando, «perché non è solo con le città metropolitane che si vincono le elezioni». Il ministro richiama la sua esperienza di amministratore in piccole realtà. «La mia non è un’attenzione distante di chi guarda un fenomeno che non conosce», chiarisce, «siamo difronte a una ripartenza che può avere velocità diverse e credo che la questione essenziale sia la capacità di spesa rapida». L’idea di «fare rete», dunque, per il ministro «è lungimirante e va sostenuta anche in termini di organico». Lo scopo deve essere di affrontare con «uno sguardo creativo» la progettazione e le strategie di rilancio legate al Pnrr, puntando non solo sulla «ricostruzione materiale». Orlando invita a «pensare anche a idee progettuali immateriali come telemedicina, fondamentale in questi luoghi, oppure reti di assistenza che possano aiutare a realizzare un più alto grado di autonomia degli anziani». Il ministro annuncia, in particolare, di aver avviato con il commissario alla ricostruzione post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini «un discorso sulle politiche attive del lavoro, stiamo ragionando su come costruire un progetto per attrarre lavoratori da altre aree del Paese e potrebbe essere anche un’occasione per il reinsediamento su alcune aree e conseguente ripopolamento».
«LO STATO FA LA SUA PARTE»
Ed è proprio il commissario a evidenziare il significato della presenza di Orlando. «Il fatto che il ministro sia qui è la prova che lo Stato c’è, sta facendo la sua parte per i comuni di queste aree così martoriate ma anche dense di energia e bellezze naturali», osserva, «si è sempre detto che occorre generare una politica di rinascita che curi anche fenomeni che erano in essere già prima dei terremoti, ora c’è una possibilità di animare questo processo di rinascita: è una sfida e gli sfidati siamo noi. Stato, Regioni e Comuni sono chiamati insieme a dare vita a questo importante processo». Durante l’incontro viene consegnato a Orlando il progetto di “Unico” per il settore lavoro e politiche sociali con l’obiettivo di rilanciare i piccoli centri. «Un’attenzione particolare deve andare al tessuto imprenditoriale, perché se questo tiene, tengono anche le famiglie, tiene tutta la collettività», spiega Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto e presidente della rete, «il progetto è pensato per favorire la rinascita del lavoro e dell’imprenditoria locale su un’area che abbraccia 22 comuni e tre provincie». Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramoe presidente regionale Anci sottolinea che «abbiamo bisogno, come territorio, che l’agenda di Governo segni come prioritario il cratere sismico del Centro Italia. Finalmente abbiamo strumenti straordinari grazie alla spinta dei sindaci e del commissario Legnini per programmare una ricostruzione non solo fisica ma economica e sociale».
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