Ortofrutta chiude dopo 107 anni

I titolari vanno in pensione: «Nessuno ha voluto rilevare l’attività»
SANT’OMERO. Era il 1915 quando, a Sant’Omero, venne aperta la rivendita ortofrutticola. Oggi, dopo 107 anni, la storica bottega chiude i battenti. L’ultimo scontrino è stato battuto poco prima della chiusura lo scorso 31 dicembre. Giuseppina Coccia ed Elia De Bartolomeis hanno sperato che qualche giovane rilevasse il negozio e proseguisse nell’attività. Invece nulla: nessuna proposta, nessuno che fosse interessato. «Abbiamo sperato fino all’ultimo che l’attività proseguisse», dichiarano i coniugi, «anche perché la nostra è stata un’attività di famiglia iniziata 107 anni fa. Con molta tristezza chiudiamo per la meritata pensione». Giuseppina ed Elia hanno ricevuto la visita di cittadini, amici, colleghi di lavoro e consiglieri l’ultimo giorno di lavoro.
Sant’Omero capoluogo continua a spogliarsi e di attività ne sono rimaste poche. Tre bar, una cartoleria, un parrucchiere e una rivendita di giornali e tabacchi. Non c’è più il forno per il pane fresco e, ora, nemmeno più l’ortofrutta. I borghi si spopolano, la vita commerciale si sposta lungo le arterie principali e si concentra nei supermercati. Giuseppina Coccia ed Elia De Bartolomeis hanno resistito alla crisi e alla concorrenza dei grossi store. Sono stati un punto di riferimento per Sant’Omero, specie durante il lockdown. Dopo la chiusura dei negozi di alimentari, hanno sopperito loro aggiungendo beni di prima necessità oltre a frutta e verdura: surgelati, salumi e formaggi in vaschetta, pane, latte, uova e bevande. (a.d.p.)
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