Ortopedia e chirurgia, reparti accorpati

5 Luglio 2016

Il provvedimento dovrebbe durare fino a settembre ma c’è chi teme che diventi definitivo. Problemi per i pazienti

GIULIANOVA. Dal primo luglio scorso i reparti di ortopedia e chirurgia dell’ospedale di Giulianova sono stati accorpati, come prevede il piano regionale, fino al 18 settembre. Questo significa che da 20 i posti letto di ortopedia sono scesi a 9. Anche il personale infermieristico dei due reparti è stato dimezzato: da 24 si è passati a 12. I rimanenti infermieri sono stati dirottati in altri reparti per coprire il fabbisogno del personale. Questa razionalizzazione, che medici e infermieri sperano sia solo estiva e non diventi definitiva, rischia però di far pagare le conseguenze, come spesso accade, proprio ai pazienti.

I letti di ortopedia, infatti, al momento sono tutti pieni. Ciò significa che, se dovesse capitare un caso di frattura e quel paziente avesse bisogno di ricovero o di essere operato, il reparto giuliese non avrebbe posto. Si dovrebbero quindi contattare gli altri ospedali del Teramano che, però, sono nelle stesse condizioni: Teramo è sempre pieno e anche gli ospedali di Sant’Omero e Atri hanno subito la stessa riorganizzazione estiva (anche in questi ultimi due presidi i letti a disposizione sono solo 9). E se un bimbo dovesse farsi male di notte? Bisognerebbe contattare tutti i presidi d’Abruzzo e, in caso non si trovasse posto, anche quelli fuori regione. Una razionalizzazione che medici e infermieri definiscono «senza senso», visto che in estate la popolazione giuliese triplica, per via dei turisti, e che l’ospedale giuliese è il punto di riferimento dell’intera costa teramana. Il fatto poi che i pazienti di ortopedia siano stati spostati in chirurgia, al piano inferiore, comporterà che gli stessi pazienti di ortopedia dovranno esser spostati da un piano all’altro, sia per le operazioni che per la semplice rimozione di un gesso, con tutte le problematiche del caso. L’ospedale giuliese, dunque, sta subendo uno smantellamento continuo e inesorabile. Molti reparti infatti, come l’unità complessa di rianimazione e anestesia o il punto nascita, sono stati eliminati. Qualche giorno fa, il sindaco Francesco Mastromauro era intervenuto in merito, chiarendo che l’ospedale giuliese, al pari di quello di Atri e Sant’Omero, è diventato un ospedale di base, mentre Teramo, che comunque non può soddisfare le necessità estive di tutto il Teramano, diventerà un presidio di primo livello. «Questo non significa azzerare i livelli dei servizi», aveva dichiarato il sindaco, «tanto è vero che, come ha assicurato l’assessore regionale Silvio Paolucci, si è provveduto a sbloccare 102 dei 228 milioni di euro di provenienza statale per la realizzazione di cinque nuovi ospedali, tra i quali Giulianova, e presto arriveranno le altre risorse con la parte mancante che sarà coperta dalla Regione».

Margherita Totaro

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