Ospedale, è di nuovo emergenza: reparti uniti e interventi ridotti

Scatta l’accorpamento tra Chirurgia generale e Ortopedia, spostamento a Teramo per dieci infermieri In Medicina e Rianimazione pazienti provenienti da altre strutture destinate a ospitare i contagiati
GIULIANOVA . Torna ai mesi della piena emergenza la situazione all’ospedale di Giulianova. Da sabato scorso sono stati nuovamente accorpati i reparti di Chirurgia generale e Ortopedia e traumatologia, con la conseguenza che gli interventi in sala operatoria sono ridotti al minimo indispensabile. Impossibile o quasi programmare operazioni di una certa complessità anche per l’indisponibilità momentanea della rianimazione destinata ad altre emergenze. È l’effetto Covid a produrre questo stato di cose.
Infatti, oltre all’accorpamento dei reparti, è stato disposto il trasferimento di circa dieci infermieri e altro personale sanitario al Mazzini di Teramo, per far fronte alla nuova ondata di contagi e ai carichi di lavoro che ne derivano. Gli operatori sono costretti a stringere i denti e a intensificare sforzi giunti quasi al limite della resistenza fisica. Tante le difficoltà, rispetto alla tregua del periodo che ha preceduto la nuova fase di recrudescenza della pandemia, in diversi reparti. I posti in Rianimazione, ad esempio, vengono prevalentemente occupati da pazienti provenienti da altre strutture destinate all’emergenza Covid. Stessa situazione si è venuta a creare nel reparto di Medicina, nell’ala ovest dell’ospedale di Giulianova, dove stanno arrivando pazienti non contagiati dal coronavirus provenienti dai presìdi di Sant’Omero e Atri. È inevitabile, dunque, che il reparto sia chiamato a svolgere un super lavoro assistenziale, ma con una dotazione di personale quasi identica a una situazione di normalità. Tra gli operatori c’è il timore che una parte dell’ospedale possa subire un’ulteriore riconversione, come accaduto qualche mese fa, con l’apertura di reparti Covid. Questa esigenza potrebbe derivare dal fatto che alla Rsa di bivio Bellocchio sarebbero esauriti i posti a disposizione per i contagiati non gravi in attesa di guarigione.
A tutto questo va aggiunto che in diversi reparti mancano diversi operatori per via della quarantena, delle cure domiciliari, delle precauzioni per effetto di contatti esterni con asintomatici positivi o per ragioni comunque riconducibili alla pandemia. La durata di questo nuovo stato di emergenza per la struttura ospedaliera giuliese è ovviamente legata al perdurare della fase acuta dei contagi. Le previsioni indicano maggio per un allentamento della pressione: il personale ospedaliero, insomma, dovrà resistere ancora per più di tre mesi.
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