Ospedale a Piano d’Accio, c’è uno studio

6 Luglio 2021

Inviato dalla Asl alla Regione. Di Giosia: «Per ora non dico niente». I comitati di quartiere contestano: «Scelta deleteria»

TERAMO. «Abbiamo appreso la notizia che la Asl di Teramo ha finalmente redatto uno studio di fattibilità per il nuovo ospedale di Teramo e che lo ha tramesso alla Regione Abruzzo. Non conosciamo i contenuti dell’elaborato, di certo però sappiamo che la Asl ha deciso per la localizzazione di Piano d’Accio, una delle quattro aree indicate dal consiglio comunale di Teramo». Comincia così una nota del coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo, firmata dal presidente Domenico Bucciarelli, che dopo un periodo di tregua riapre quella che potremmo battezzare “la battaglia del nuovo ospedale”.
La Asl non ha né confermato né smentito l’invio di questo studio di fattibilità, che era peraltro atteso. Di sicuro il direttore generale Maurizio Di Giosia non intende al momento spiegare o chiarire alcunché e ieri, invitato dal Centro a dire la sua, ha tagliato corto: «Non dico nulla. La Asl parlerà a tempo debito». Di Giosia sa bene che la collocazione del nuovo ospedale a Piano d’Accio ha contro un ampio fronte e gli conviene non alimentare polemiche. Intanto, però, i comitati di quartiere (nonché il sindaco, come leggete a fianco) la polemica la rinfocolano.
«Siamo all’oscuro», continua la nota di Bucciarelli, «delle ragioni di questa indicazione, né sappiamo il costo dell’ipotetica realizzazione, né se si è proceduto all’eventuale comparazione con gli altri siti, né da dove proverranno le risorse finanziarie (oltre agli 81,5 milioni disponibili) per la totale copertura dell’intervento. Noi siamo e saremo sempre contrari alla scelta di Piano d’Accio per una serie di motivate e conosciute ragioni che vanno: dallo squilibrio territoriale della città, dal pesante costo di realizzazione (rispetto a un ampliamento e ristrutturazione del Mazzini), dal luogo ambientalmente inadatto rispetto all’attuale e felice posizione collinare del Mazzini, dal possibile abbandono delle infrastrutture del nosocomio esistente (non ultimo il parcheggio pluripiano), all’ulteriore penalizzazione che subiranno il centro storico e i quartieri limitrofi. Le nuove e future generazioni pagheranno lo scotto di questa scelta sbagliata. Siamo dell’avviso che scelte a tale punto strategiche non possano non tenere conto della volontà popolare, espressa oltre che dai comitati di quartiere e frazioni anche dalle migliaia di firme raccolte e la cui iniziativa continuerà nei giorni a venire. Noi faremo il possibile perché la scelta di Piano d’Accio non trovi realizzazione. Nel contempo», conclude Bucciarelli, «chiediamo che i cittadini siano informati da subito sugli atti che sono alla base della scelta».
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