Ospedale a Piano d’Accio Il comitato a D’Alberto: «Fai fermare il progetto»

Il sindaco rieletto: «Chiederò alla Regione di sospendere la delibera Va fatto uno studio di fattibilità anche per l’area dell’attuale Mazzini»
TERAMO. Passate le elezioni, tornano sul tavolo le questioni amministrative cittadine sospese. Quella che negli ultimi anni ha più interessato i teramani, e lo dimostrano in maniera plastica le diecimila firme raccolte, è la collocazione del nuovo ospedale. Il comitato “Nuovo ospedale Mazzini”, che guida da tempo il movimento d’opinione volto a non costruire fuori città il presidio sanitario, ma a lasciarlo dov’è, coglie l’occasione del disastro di questi giorni in Emilia Romagna per ribadire il no al sito di Piano d’Accio, scelto dalla Regione, e chiede al rieletto sindaco D’Alberto di fermare il progetto. Nella nota a firma dei portavoce Domenico Bucciarelli e Demetrio Rasetti si legge: «Le esondazione dei fiumi e le inondazioni delle piane alluvionali costituiscono oramai delle criticità acquisite. L’idea di voler collocare un nuovo ospedale nelle vicinanze del fiume Tordino, delocalizzandolo dalla collina di Villa Mosca, non appare sicuramente lungimirante e razionale in quanto, con la cementificazione del suolo, si renderebbe ancor più impermeabile l’area limitrofa al fiume, con un ulteriore aggravio del rischio idrogeologico tuttora presente. Lo scrivente comitato ha posto da anni, insieme alle tante altre, al primo posto la detta criticità ambientale, senza però aver ottenuto alcun risultato tangibile dagli enti e uffici preposti, i quali invece hanno considerato come prioritaria la scelta del sito di Piano d’Accio».
La nota ricorda che in campagna elettorale i tre candidati a sindaco, nel corso dell’incontro promosso dal comitato, hanno dichiarato che «occorre immediatamente richiedere l’annullamento della delibera regionale che ha approvato lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo ospedale a Piano d’Accio». E qui parte la richiesta a D’Alberto: «Sarebbe utile che la nuova amministrazione, a cui vanno gli auguri di buon lavoro, se ne faccia subito carico per porre in essere una elaborazione di seri studi comparativi sui cinque siti scelti ove poter allocare il nuovo nosocomio, al cui compito è chiamato il nuovo consiglio comunale con il coinvolgimento partecipativo dei cittadini. Tutto quanto noi riteniamo si debba svolgere nel più breve tempo possibile, in considerazione della importante disponibilità della somma di 122 milioni, finanziata alla Regione Abruzzo dal competente ministero della Sanità, a rischio di un possibile annullamento. Diamo corpo alle aspettative. La sanità pubblica e la città di Teramo non possono più attendere».
Il sindaco raccoglie l’appello e dichiara: «Ho già detto in campagna elettorale e ribadirò alla Regione che dev’essere sospesa quella delibera, chiedendo lo studio di fattibilità anche per l’area dell’attuale Mazzini in modo che ci sia una comparazione reale tra i siti e un’analisi piena e puntuale dei pro e dei contro. Ma poi resta il discorso più forte e significativo, quello dei soldi. Dove sono le risorse? Ci sono 122 milioni a fronte di un intervento da 265 milioni, somma da considerare al ribasso perché oggi oltre all’incremento dei prezzi c’è da finanziare la fase progettuale ulteriore e c’è la necessità di riqualificare le aree sanitarie del Mazzini e di Casalena. Con quali soldi? Al momento abbiamo solo annunci, promesse, senza alcuna sostenibilità economica-finanziaria».
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