Ospedale, è a rischio chiusura il megaparcheggio conteso

30 Dicembre 2015

Non c’è l’accordo sul prezzo per l’acquisizione della struttura e così la Parking Piazza Italia scrive alla Asl e annuncia che restituirà le chiavi il 31 dicembre o al massimo il 7 gennaio

TERAMO. Torna l’incubo della chiusura del parcheggio dell’ospedale. L’altroieri il presidente del collegio dei liquidatori della “Parking Piazza Italia”, Gianni Tanzi, ha inviato alla Asl una nota in cui annuncia la riconsegna della struttura.

In sostanza le due posizioni, nel tentativo di transazione avviato dal direttore generale della Asl Roberto Fagnano, sono molto distanti. E così l’Ati (associazione temporanea d’impresa) che nel 2007 ha avviato – durante l’era Casini – il project financing per realizzare il parcheggio multipiano ha deciso di fare l’annuncio eclatante.

La diatriba ormai dura da anni. Tanto che il precedente direttore generale, Paolo Rolleri, arrivò a una risoluzione del contratto. E per un giorno il megaparcheggio chiuse. Poi si trovò una soluzione tampone.

Arrivato Fagnano, le interlocuzioni fra le parti sono continuate fra alti e bassi, tanto che giusto un anno fa, a dicembre 2014, la stessa “Parking Piazza Italia” minacciò di chiudere il parcheggio.

Nei mesi successivi, visto che comunque il contratto era stato risolto, la Asl ha lavorato sull’ipotesi di transazione collegata alla possibilità di gestione diretta, riacquisendo la struttura. Le parti hanno dunque chiesto al tribunale di nominare un perito per stimare il valore dell’opera, peraltro mai ultimata. Il perito del tribunale ha valutato che vale circa 7 milioni. Ma la Asl ha fatto all’Ati una proposta di minore importo, ha infatti calcolato l’applicazione delle penali derivanti dalla mancata applicazione del contratto e i danni per un’opera per cui la Asl dovrà sborsare del denaro, a differenza delle previsioni. La somma è stata ritenuta però dalla Parking troppo bassa. E così l’Ati ha deciso di procedere alla restituzione del parcheggio. Il presidente Tanzi indica anche due possibili date: il 31 dicembre alle 12 o, in caso di impedimenti, entro il 7 gennaio .

La precedente chiusura avvenne il 20 febbraio 2014 per un giorno. L’Ati infatti a dicembre 2013 chiese di modificare il contratto, introducendo oneri in più per l’azienda sanitaria. Il contratto prevedeva la consegna "chiavi in mano" della struttura funzionante, con gestione della stessa Ati che in 30 anni aveva stimato ricavi tali da coprire i costi. Il tempo contrattuale per ultimare i lavori era di due anni e la riconsegna dei lavori era prevista prima il 15 settembre 2010 poi nell’aprile 2012. Ma la riconsegna dell’immobile ultimato non c’è stata. Così a giugno 2013 la Asl si è avvalsa della clausola risolutiva espressa dichiarando risolta la concessione e a luglio ha intimato la restituzione delle aree. L’Ati a questo punto ha chiesto la sospensione di questa procedura per trovare una conciliazione. Dopo diversi incontri a vuoto, la chiusura di un giorno in cui apparve evidente che la struttura è strategica per l’ospedale. Dopo ripresero le trattative, che però non sono mai state risolutive. (a.f.)

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