Ospedali e case di comunità: ecco il piano Asl per il territorio

24 Febbraio 2022

Gli interventi per l’assistenza a pazienti non gravi e cronici illustrati al comitato ristretto dei sindaci Di Giosia: «Una rete per risposte più efficaci e capillari». Ma le guardie mediche verranno tagliate

TERAMO . Ospedali di comunità, per pazienti non gravi ma da tenere in sorveglianza, e case di comunità, per l’assistenza a utenti fragili. Così sarà riorganizzata la medicina territoriale tramite gli interventi finanziati con il Pnrr. Il piano è stato illustrato ieri pomeriggio, dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, nel corso della riunione del comitato ristretto dei sindaci convocata dal primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto. Sul territorio provinciale saranno operativi, dunque, due ospedali di comunità, a gestione prevalentemente infermieristica che serviranno a dare risposte a pazienti che non hanno necessità di ricovero, ma comunque di assistenza, e otto case della comunità, che forniranno prestazioni specialistiche a persone affette da patologie croniche. Queste strutture si aggiungeranno alle centrali operative. «Con questo piano», spiega Di Giosia, «contiamo di realizzare una rete territoriale di alto livello e molto capillare, in grado di soddisfare domande di sanità provenienti dal territorio che attualmente non sempre trovano pronta risposta. È un nuovo modo di concepire l’assistenza, molto più vicina al cittadino, che diventa sempre più il centro di una serie di servizi socio-sanitari. E che integrerà la rete ospedaliera completando l’offerta sanitaria». D’Alberto sottolinea che «ci è stata presentata una pianificazione strutturale che consentirà di programmare a regime un piano equilibrato di interventi sul territorio». Secondo il sindaco «ragioniamo però di interventi di prospettiva, per cui bisogna continuare a lavorare con la logica del doppio binario, affrontando anche le problematiche attuali: serve inoltre una pianificazione regionale puntuale ed equilibrata».
Il comitato ristretto si è soffermato di nuovo sul problema delle sedi di guardia medica in sofferenza. «Purtroppo la carenza di medici, che nonostante i ripetuti tentativi è impossibile colmare, ci impone un piano di razionalizzazione», fa sapere il direttore generale, «che bisogna condividere con il territorio e i suoi amministratori».
Si tratta di una situazione di cui D’Alberto prende atto e che «conferma le criticità già illustrate nei mesi scorsi, rispetto a una carenza di medici che possano coprire le sedi. Come sindaci sollecitiamo tutte le attività necessarie per poter recuperare personale medico per garantire l’apertura di tutte le strutture». Per il primo cittadino teramano, però, «è necessario in ogni caso che si ragioni non con la logica di mere soppressioni, ma di una ridefinizione degli ambiti sanitari che non lasci indietro nessun territorio sia per i servizi di continuità assistenziale sia per tutti gli altri».
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