Padre esasperato dall’attesa spacca i vetri del pronto soccorso
Aspettava da tre ore che venisse visitato il figlio di due anni caduto dal passeggino e ha avuto uno scatto d’ira. «Sicuramente sarò denunciato per danni, ma ero in ansia per mio figlio»
GIULIANOVA. Ennesima lunga coda al pronto soccorso, ma questa volta il disservizio scatena un accesso d’ira. Mentre la madre fa la fila con un bimbo di due anni per più di tre ore, il padre, esasperato dall’attesa e dalla preoccupazione per il figlio, prende a pugni il vetro del pronto soccorso nella speranza di richiamare l’attenzione dei medici.
L’episodio spiacevole è accaduto due giorni fa all’ospedale di Giulianova ed è un altro esempio di come la carenza di personale medico al pronto soccorso sia motivo di gravi ritardi e lamentele da parte degli utenti. Il piccolo, dopo una caduta dal passeggino, era arrivato al pronto soccorso con la madre che, dopo tre ore di attesa col figlio in braccio in lacrime, ha deciso di chiamare il marito, R.C, dipendente comunale. L’uomo, al suo arrivo, si è rivolto ai medici e agli infermieri senza ottenere risposte.
«Dopo tre ore non si è riusciti a fare una tac a mio figlio», ha raccontato il padre, «e allora mi sono arrabbiato e ho dato una manata contro il vetro della porta scorrevole, mandandolo in frantumi». Negli attimi di concitazione, l’uomo ha rotto anche le chiavi elettriche dell’auto posteggiata all’ingresso del pronto soccorso e che è stata poi rimossa dal carro attrezzi. Visto che al pronto soccorso i medici sembravano non poter far nulla per la contusione del piccolo, madre e figlio sono stati trasportati in ambulanza a Sant’Omero. «Il pediatra di turno a Sant’Omero», ha proseguito il padre, «ha detto a mia moglie di aspettare il pediatra del turno successivo, visto che lui aveva terminato in quel momento il suo». Nel frattempo, al pronto soccorso giuliese dove l’uomo è rimasto per sistemare l’auto, sono arrivati i carabinieri per chiedergli i documenti. «Sicuramente mi prenderò una denuncia per danneggiamenti», ha concluso il malcapitato, «e intanto ero in ansia per mia moglie e mio figlio perché non riuscivo a mettermi in contatto con loro».
Madre e figlio, dopo aver fatto i raggi al bambino, sono tornati a casa alle 23, accompagnati dall’ambulanza, con una semplice prescrizione del pediatra con poche regole da seguire. «Ma questo a Giulianova non poteva farlo un medico qualunque?», si è chiesto l’uomo, «A che serve avere un ospedale così?».
Margherita Totaro
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