Palazzetti dello sport Pubblicato il bando e l’assessore non lo sa

L’avviso del Comune per i tre impianti diventa un caso Canzio: «Si doveva fissare un limite per i canoni pubblicitari»
TERAMO. Il Comune pubblica il bando, ma l'assessore non lo sa. E' uno strano caso quello nato sull'affidamento in gestione di tre impianti sportivi. L'amministrazione ha emesso ieri l'atto con cui indica i criteri per l'assegnazione ai privati dei palazzetti di Scapriano, San Nicolò e Acquaviva, ma senza che ne sia stato informato l'assessore allo sport Roberto Canzio. «Non se sapevo nulla», ammette, e aggiunge subito: «C'erano ancora questioni da definire prima della pubblicazione». Con la maggioranza, ora ridotta ai minimi termini, era stato deciso infatti di congelare il provvedimento per rivederne alcune sue parti.
A non convincere è, in particolare, l'aspetto relativo alla pubblicità. «Chi gestirà gli impianti non avrà alcun limite nella fissazione dei canoni per l'occupazione degli spazi pubblicitari durante partite o eventi», tiene a precisare l'assessore, «e questo rischia di penalizzare soprattutto le società dilettantistiche e quelle più piccole». A loro, infatti, il gestore della struttura che utilizzano potrebbe richiedere somme molto più alte dei contributi che ricevono dagli sponsor, impedendo di fatto le loro attività. «Le società cosiddette minori sono quelle con il maggior numero di iscritti e che svolgono un ruolo sociale attraverso lo sport», ricorda Canzio, «e se non fossero messe nelle condizioni di operare, verrebbe meno una funzione importante per i giovani e per la città». Sarebbe stato necessario, insomma, riconsiderare in chiave politica l'aspetto degli introiti pubblicitari dei gestori e per questo il provvedimento era sospeso.
L'assessore ora vuole capire come mai sia stato pubblicato a sua insaputa e se esiste la possibilità di ritirarlo e riformularlo. Con il sindaco dimissionario e la maggioranza balcanizzata, però, non sarà facile trovare una via d'uscita.
Comunque sia, l'atto pubblicato ieri fissa canoni annui a carico del gestore posti a base d'asta e quote di compartecipazione economica da parte del Comune. Per il palasport di San Nicolò la quota minima annuale indicata è di 200 euro, a fronte di un contributo di 24.100 euro. Per il palaScapriano il canone di base corrisponde a 250 euro, mentre lo stanziamento per le spese di gestione ammonta a 38mila euro, mentre per l'impianto dell'Acquaviva intitolato a Giorgio Binchi l'esborso richiesto al gestore è almeno di 150 euro e la quota di compartecipazione è fissata in 20.700 euro. Le offerte vanno presentate entro mezzogiorno del 10 maggio e per il giorno dopo è fissata l'apertura delle buste e l'assegnazione delle strutture ai migliori offerenti. Al bando possono partecipare: associazioni o società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni o agli enti riconosciuti dal Coni, società iscritte al registro nazionale che svolgono attività non a fini di lucro, nonché discipline associate, consorzi e gruppi che operano nel settore. (g.d.m.)
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