Palazzina bruciata guardata a vista Martedì lavori al via
Colleatterrato, in zona girano pattuglie antisciacallaggio I 48 sfollati sono in hotel: fra 20 giorni i primi rientri a casa
TERAMO. Entro martedì la bonifica dei 3 blocchi dell’edificio, poi i lavori per far tornare agibili i 18 appartamenti della palazzina Ater di Colleatterato Basso devastata dal rogo appiccato 3 notti fa da un piromane ad un motorino parcheggiato sotto il porticato. Confermati i tempi per l’intera operazione: tra i 45 e i 50 giorni. Modalità e priorità dei lavori (200mila euro il costo) sono state definite ieri mattina dal commissario Ater, Marco Pierangeli, in un incontro con i vigili del fuoco. Il primo passaggio sarà la rimozione del materiale bruciato caduto a terra, dei 5 motorini andati a fuoco e della fuliggine. La bonifica è stata affidata ad una ditta specializzata di Teramo. Subito dopo si procederà, per scalinata, con gli interventi nelle parti condominiali e la riattivazione degli impianti elettrici, quindi si passerà agli appartamenti iniziando da quelli ai piani più alti e meno danneggiati. Le prime delle 16 famiglie sfollate dovrebbero dunque fare rientro a casa terminati i lavori al primo blocco, cioè tra una ventina di giorni.
SFOLLATI AL MICHELANGELO. Ieri intanto l’Ater ha bloccato i contratti d’affitto per i 48 sfollati di via Giovanni XXIII che sono stati tutti ospitati all’hotel Michelangelo. Qualche disagio si è registrato in mattinata quando alcuni inquilini che pensavano di poter entrare nel condominio hanno dovuto attendere che un vigile del fuoco si recasse sul posto con le chiavi dei lucchetti posti ai tre portoni principali. Da oggi, le famiglie che vorranno tornare nelle case per prendere effetti personali potranno farlo dalle 9.30 alle 10.30, accompagnati da un addetto dell’Ater. Definiti anche gli orari delle pattuglie antisciacallaggio delle forze dell’ordine, che saranno effettuate ogni ora sia di giorno che di notte.
LE INDAGINI. Nessuna novità invece sul fronte delle indagini della questura per risalire al piromane. Gli inquirenti hanno rimesso un primo rapporto al pm Laura Colica. Ancora tutta da verificare la testimonianza di chi, la notte tra lunedì e martedì, avrebbe visto fuggire un uomo con una maglietta bianca subito dopo il rogo. Sul luogo dell’incendio non sono stati però ritrovati né l’innesco né l’accelerante e ogni altra traccia è andata distrutta L’area non è neanche monitorata dalle telecamere. Le piste restano tutte aperte, dall’atto vandalico alla vendetta personale.
Fabio Marini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

