Palazzo Ater da 4 mesi senza ascensore

7 Novembre 2014

L’ente prima invita a pazientare, poi dice di non avere i soldi. I condomini: «Ora basta, denunciamo»

GIULIANOVA. L’ascensore è guasto da quattro mesi e i condomini sono costretti a fare anche cinque piani di scale a piedi. Intanto l'Ater, titolare dell'immobile, dichiara di non avere soldi per riparare il macchinario, così i cittadini minacciano di rivolgersi alla magistratura. La situazione è quella che, da mesi, vivono i residenti del civico numero 2 di via Lombardi, nel quartiere dell'Annunziata. L'indisponibilità dell'ascensore si traduce in estenuanti arrampicate su per le scale da parte dei condomini.

«Dallo scorso mese di luglio l’ascensore è fuori servizio, non utilizzabile e questo, nei quattro lunghi mesi di emergenza, ha creato non poche difficoltà soprattutto a chi occupa le unità immobiliari dei piani alti», lamentano i residenti di via Lombardi 2, i quali si sono rivolti all'Ater. «All’inizio ci hanno detto di attendere il nuovo bilancio per il reperimento dei fondi necessari per provvedere alla manutenzione straordinaria dell’ascensore, in seguito il problema era costituito dall’assenza dal servizio per ferie di un responsabile Ater. Il 20 ottobre, quando la licenza per le ferie dell'interessato è terminata, ci è stato detto che non c’erano fondi necessari per provvedere alla riparazione. Una vera e propria presa in giro per una spesa già preventivata di 1.600 euro ed obbligatoria per l'ente».

Insomma l'Ater inizialmente chiede ai condomini di pazientare, in seguito confessa di non avere fondi per riparare l'ascensore. «Non possiamo procedere per mancanza di liquidità», è stata infatti la risposta dell'ente per l'edilizia residenziale pubblica all'amministratore del condominio in questione, che ha ricevuto le istanze dei residenti e le ha trasmesse all'Ater. L'amministratore ha quindi chiesto all'ente di sottoscrivere una delega per iniziare i lavori, con l'anticipazione delle spese da parte dei condomini; pare però che tale proposta non abbia ricevuto ancora una risposta.

I residenti, stanchi per il lungo disservizio, ora annunciano di voler coinvolgere la magistratura ed altre autorità. «Le persone che occupano i piani alti, come me che sono al quinto, si sentono male ogni volta che debbono arrampicarsi per le scale con le buste della spesa», dichiara uno dei condomini, «è una vera vergogna non più sopportabile. Se le cose non dovessero risolversi ci rivolgeremo al prefetto, alla magistratura e alla Asl».

Sandro Petrongolo

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