Palazzo Gavioli La proprietà attacca sull’edificio Tritone

23 Dicembre 2019

GIULIANOVA. L’impresa “Gavioli Arte e Restauri srl”, titolare del palazzo sul lungomare Zara sequestrato per ben due volte nell’ambito di una complessa vicenda giudiziaria, torna all’attacco inviando...

GIULIANOVA. L’impresa “Gavioli Arte e Restauri srl”, titolare del palazzo sul lungomare Zara sequestrato per ben due volte nell’ambito di una complessa vicenda giudiziaria, torna all’attacco inviando una nota al Comune con cui chiede «di dare seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato il 29 novembre 2019 ovvero a far rispettare la legalità e il ripristino delle parti abusive del condominio Tritone». Si tratta, secondo i giudici amministrativi una parte del piano terra del palazzo Tritone da cui negli anni scorsi è partita la denuncia che ha dato il via al processo per il palazzo Gavioli.
La società lamenta anche un danno di immagine che sarebbe scaturito dalle iniziative di Franco Arboretti e del Cittadino Governante e annuncia di riservarsi «ogni azione legale nelle sedi competenti». L’impresa Gavioli fa anche riferimento all’ordine del giorno che Arboretti ha chiesto di inserire all’esame del prossimo consiglio comunale riguardante «una variante ad hoc al piano regolatore che interesserebbe la nostra proprietà sul lungomare a confine con il Kursaal comprimendone i diritti edificatori». Secondo l’impresa Gavioli la richiesta sarebbe del tutto illegittima ed impraticabile sul piano tecnico-urbanistico e se «per assurdo, dovesse essere accolta, arrecherebbe un ingente danno economico alla nostra società che si vedrebbe costretta a tutelare i propri interessi nelle sedi competenti».
Per l’azienda sorprende «l’acredine con cui in questi ultimi dieci anni prima Maurizio Ferrari, proprietario di un appartamento del condominio Tritone, e poi Arboretti con il suo gruppo consiliare hanno portato avanti le iniziative contro la nostra impresa presente sul mercato da oltre 40 anni, nel settore privato e pubblico, ottenendo riconoscimenti nazionali occupando oltre 50 dipendenti». E aggiunge: «il Cittadino Governante ha rivolto la propria azione politica e giudiziaria contro la nostra impresa alla quale ha fatto eco l’assordante silenzio mostrato nei confronti di un grave ed accertato abuso edilizio al fianco del nostro edificio. Non una parola, nessuna interrogazione da parte del Cittadino Governante».(al.al.)
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